martedì 13 settembre 2011

Peggio dei pedofili

Riporto la coraggiosa lettera di protesta di Paolo Deotto, Direttore di Riscossa Cristiana, contro il Sindaco di Milano che vuole indottrinare i bambini dell'asilo con favole omosessuali. Come Zapatero, peggio dei pedofili!

Egregio Signor Sindaco,
se quanto riportano gli organi di informazione è esatto, il Comune di Milano, da Lei presieduto, avrebbe intenzione di introdurre negli asili comunali, come testo di lettura, il libro illustrato “Piccolo Uovo”, che presenta, sotto forma di fiaba, grossolane e gravissime falsificazioni, asserendo l'esistenza di “diversi tipi” di famiglie. Vi sarebbero così famiglie con due padri, omosessuali, ovviamente, o con due madri, i.c.s., o monogenitoriali, o (per ora, l'istruttivo libro lo concede...) con un padre e
una madre.
Solo quest'ultima, e Lei, signor Sindaco, lo sa perfettamente, è la “famiglia”, ossia quella società naturale, citata dall'art. 29 della Costituzione; e il testo costituzionale aggiunge “fondata sul matrimonio”.
La famiglia è quindi la società naturale fondata sul matrimonio, né la Costituzione specifica che il matrimonio può esistere solo tra un uomo e una donna, perché all'epoca in cui fu redatta vigeva ancora quel buon senso comune che permetteva alla Società di vivere in una accettabile normalità.
Inoltre l'omosessualità è una patologia, e anche questo signor Sindaco, Le è perfettamente noto, ma in omaggio al “politicamente corretto” Lei deve sostenere posizioni contrarie non solo alla morale comune, ma anche alle più elementari conoscenze scientifiche, falsificate per fini ideologici.
Lei è un uomo di cultura, ma è prigioniero del dilagante conformismo, che impone di rendere omaggio a quanto asserito, senza alcun fondamento, da minoranze tanto chiassose quanto prive di argomenti. In più, Lei deve assicurare la coesione di un guazzabuglio partitico nel quale, come sempre, gli estremisti hanno la meglio.
Quindi non stupisce il fatto che Lei sostenga posizioni che sono inaccettabili, distruttive e non prive di un macabro umorismo. Ma riteniamo inaccettabile il fatto che queste opinioni vengano imposte a bambini affidati alle cure del Comune di Milano. Non ci risulta che tra i compiti del Comune vi sia anche l'indottrinamento ideologico e Lei, signor Sindaco, sa perfettamente che questo continuo ossessivo parlare di omosessualità e “altri tipi” di famiglie è solo un grimaldello per scardinare ciò che resta ancora di sano nella Società.
Ma vede, signor Sindaco, i figli hanno dei genitori, che hanno non solo il diritto, ma anche il preciso dovere di educarli. Se la favoletta “Piccolo Uovo” verrà diffusa negli asili comunali, la Giunta che Lei presiede avrà commesso un inaccettabile abuso, imponendo a bambini in tenerissima età opinioni a dir poco discutibili, e comunque in assoluto contrasto con le posizioni della gran parte delle famiglie, composte ancora, grazie al Cielo, di persone sane e normali. perché mai i genitori dovrebbero affidare l'educazione dei loro figli al Comune di Milano, accettando ad occhi chiusi quanto da esso imposto, oltretutto su materie estremamente delicate per lo sviluppo psichico del bambino? Con quale diritto il Comune si assume il compito di “educare” i bambini all'accettazione della malattia come “normalità”?
Non credo che Lei, signor Sindaco, ci dirà che i bambini dai tre ai cinque anni hanno grande capacità di discernimento e di discussione...Suvvia, siamo persone serie e adulte, e diciamoci le cose con franchezza: questa è violenza, pura violenza consumata ai danni di bambini in tenerissima età, per inculcare nelle loro menti non la “normalità”, ma quel caos morale e intellettuale che è indispensabile per creare una Società di rincretiniti obbedienti. È un passo in più nel tenebroso cammino della cultura della morte.
Signor Sindaco, se la lieta favoletta diverrà materia di lettura per i bimbi dell'asilo, Lei costringerà i genitori che non vogliono distruggere la mente dei loro figli ad iscriverli a qualche asilo privato. E quanti non possono permetterselo? Dovranno chinare il capo e accettare supinamente. Davvero un bel successo per l'uomo del “rinnovamento”!
Signor Sindaco, confidiamo in una Sua seria riflessione. I bambini dell'asilo non sono un ostaggio del Comune, non sono bestioline da esperimento per diffondere ideologie. Sono persone per le quali bisogna avere il massimo rispetto, come bisogna avere rispetto per la libertà di educazione delle famiglie. Naturalmente se la favoletta diverrà materia di insegnamento, Le assicuriamo che attueremo ogni possibile forma di protesta, perché consideriamo indecente fare del male a chi è piccolo e indifeso. Sicuri di un Suo cortese riscontro, La salutiamo cordialmente.

Milano, 11 settembre 2011

Paolo Deotto
direttore di Riscossa Cristiana, sito cattolico di attualità e cultura

6 commenti:

alex ha detto...

peggio ?
ben che vada siamo (PURTROPPO) in pareggio.
Speriamo ci ripensi.

Alex ha detto...

Siamo nel 2011 e ancora si parla di famiglia normale?? Ma per favore!!

Giovanni Zenone Ph.D. ha detto...

Alex, la normalità non passa di moda con le mode. Così come non cambia la salute. Non scriva idiozie relativiste che Le fanno molto disonore! Altrimenti quando le dovesse venire un cancro osseo e Lei pretendesse di essere curato Le verrò a dire: "Siamo nel 2011 e ancora pretende di parlare di malattia? Lei è solo 'diversamente sano' e io rispetto la Sua diversità, ma non pretenda cure, perchè le cure sarebbero offensive per la Sua diversità". E così morirebbe fra i peggiori tormenti, becco e deriso per di più.

Jacopo ha detto...

Sicuramente il signor Paolo Deotto avrà grande competenza in materia di biologia e medicina per affermare che l'omosessualità dipende da uno stato patologico.
Incredibile che ancora dopo anni certe questioni restino legate a stupide favole.

Giovanni Zenone ha detto...

Per Jacopo: non c'è bisogno di esser biologo per sapere che uno che cerca il culo di un'altro è malato. Invece c'è bisogno di un battage pubblicitario planetario pervasivo e don dalla più tenera infanzia per cercare di far pensare alla rovescia le persone. Ma prima o poi la realtà viene a galla.

Jacopo ha detto...

Beh, invece sembra che serva.
Definizione di patologia: alterazione (organica o funzionale) di una struttura dell'organismo e/o della qualità della vita di un individuo, scatenata dall'interazione tra fattori predisponenti costituzionali (genetici) e fattori ambientali.
Direi che siamo molto lontani da tutto ciò.
E comunque il concetto non è la ricerca del culo. Sarebbe come affermare che l'unico scopo dell'amore tra uomo e donna sia la vagina.