sabato 29 dicembre 2007

Medjugorje e i Dieci Segreti (1 parte)

Comincio con questa prima parte di un documentario un breve viaggio nella presunta apparizione della Santa Vergine Maria a Medjugorje. Ha molte impressionanti somiglianze con le apparizioni dei secoli passati, in particolare quelle recenti riconosciute dalla Chiesa, come quella di Fatima. Una caratteristica comune - inquietante per noi - è che si trattò quasi sempre di eventi che precedettero catastrofi atroci causate dalla malvagità umana: la rivoluzione borghese (cioè la rivoluzione francese), la rivoluzione bolscevica comunista di Russia, il nazionalsocialismo di Hitler, il genocidio del Ruanda e Burundi, la guerra di Bosnia e le bestialità laiciste dell'Europa apostata.

mercoledì 26 dicembre 2007

El arte del toreo

Perseguitati perchè fedeli al Papa

"A volte si soffre e si muore anche per la comunione con la Chiesa universale e la fedeltà al Papa" ha detto oggi Papa Benedetto XVI, nel'Angelus di santo Stefano. Chi ha orecchie per intendere intenda.

domenica 23 dicembre 2007

Fuggita da Satana. La mia lotta per scappare dall'inferno

Un libro impressionante sulla realtà del satanismo che penetra ormai la società dal suo culmine e che trova mezzi di diffusione sempre più pervasivi. Consigliato a tutti, soprattutto agli increduli, ma ci vuole stomaco forte.
Recensione
Al culmine di una carriera professionale coronata di successo e ricchezza, la ricerca di nuove esperienze porta Michela a incontrare un gruppo esoterico, che le promette emozioni e felicità.Dall’esoterismo all’ingresso in una setta satanica il passo è breve. È l’inizio di un’esperienza sconvolgente, che la porta – ammette lei – a fare di tutto, tranne l’omicidio: messe nere, riti di iniziazione, sacrifici a Satana si susseguono in un vortice di pratiche diaboliche in cui, costantemente sotto l’effetto di stupefacenti, il contatto con la realtà si perde a poco a poco. Saliti a uno a uno i gradini della gerarchia interna alla setta, si trova infine incaricata di eliminare la fondatrice dell’Associazione “Nuovi Orizzonti”. È a quel punto che capisce che non può andare oltre e, aggrappandosi alle ultime forze della volontà, decide di fuggire, trovando riparo proprio in una comunità di accoglienza di “Nuovi Orizzonti”. Sconvolgenti sono le testimonianze di questo periodo: dal parlare lingue sconosciute al trovarsi in possesso di una forza sovrumana, dal non sentire alcun dolore fisico fino al camminare su pareti e soffitti. Tutti segni della presenza diabolica che la possiede. Fino a quando, dopo un intenso periodo di accompagnamento psicologico-spirituale e di esorcismi viene finalmente liberata dal maligno.A condizione di mantenere l’anonimato per non essere identificata – il nome fittizio di Michela è un omaggio a San Michele Arcangelo – ha accettato di raccontare tutta la sua storia. Affinché nessuno possa rivivere la sua terribile esperienza. Perché Satana esiste e lei lo ha incontrato.

martedì 18 dicembre 2007

Disputa medievale: il ritorno!

“Disputatio” alla maniera medievale: discutere temi attuali controversi usando la tecnica medievale della “Quaestio Disputatae” di cui san Tommaso d'Acquino fu maestro impareggiabile. Sarà il metodo che verrà adottato questo lunedì a Roma da due professori per trattare il tema della formazione dei sacerdoti del domani, con il titolo “Più claustro o più oratorio?” presso la Pontificia Università San Tommaso “Angelicum” di Roma. La quinta sessione delle “Quaestiones disputatae” inizierà alle 16.00 di lunedì 17 dicembre nell'Aula 11 della Pontificia Università San Tommaso d'Aquino di Roma. La metodologia della disputa risale al Medioevo e si basa sul metodo dialettico di tesi e obiezioni; Maria Margherita Rossi ha spiegato che “la disputatio è l'atto che riassume l'attività dell'intellettuale nell'Europa medievale, perché fa parte del compito del magister, vale a dire esercizio, atto accademico e tecnica di ricerca”. Maria Margherita Rossi crede che la forza di questo metodo dialettico, che fa “un uso intelligente delle fonti della teologia” e sa navigare nella “razionalità intrinseca delle argomentazioni”, è decisamente necessaria in un terreno culturale “ostile”. La professoressa compie un'osservazione statistica “assolutamente benevola” e rivela di trovare molti più conferenzieri per “temi tradizionali” che non “pionieri” disposti a “mettersi alla prova” con questo metodo che richiede il controllo della coerenza logica e sistematica.
(mia sintesi da un articolo di Zenit)

domenica 16 dicembre 2007

L'enciclica del Papa "Spe salvi"

L'ateismo dell'era moderna ha provocato «le più grandi crudeltà e violazioni della giustizia»; il marxismo, in particolare, ha lasciato dietro di sè «una distruzione desolante»: è il giudizio espresso da Papa Benedetto XVI nella sua nuova enciclica, 'Spe Salvi' (Nella speranza siamo stati salvati). Nella lettera, un testo di 77 pagine nella sua versione italiana, il Pontefice contesta tutte quelle ideologie che pretendono di portare giustizia tra gli uomini senza Dio. «Un mondo che si fa giustizia da solo è un mondo senza speranza», afferma Benedetto XVI. «L'errore fondamentale di Marx» - spiega il Pontefice - è stato di dimenticare l'uomo e la sua libertà». «Credeva che una volta messa a posto l'economia tutto sarebbe stato a posto. Il suo vero errore è il materialismo».
Il Papa ricorda che Gesù non ha portato "un messaggio sociale-rivoluzionario" come Spartaco. "Il cristianesimo non aveva portato un messaggio sociale-rivoluzionario come quello con cui Spartaco, in lotta cruenta, aveva fallito. Gesù - prosegue Benedetto XVI - non era un combattente per una liberazione politica, come Barabba o Bar-Kochba". Ha portato "qualcosa di totalmente diverso: l’incontro con il Signore di tutti i Signori".
Il progresso è ambiguo, sottolinea il Papa: "Offre nuove possibilità per il bene, ma apre anche possibilità abissali di male, possibilità che prima non esistevano. Sappiamo che il progresso in mani sbagliate - osserva Benedetto XVI - può diventare e sia diventato, di fatto, un progresso terribile nel male.
L'unica speranza possibile è quella della fede, che fa superare le fatiche e le sofferenze del presente che può essere vissuto ed accettato se conduce verso una meta e se di questa meta noi possiamo essere sicuri, se questa meta è così grande da giustificare la fatica del cammino". Dunque, l’"elemento distintivo dei cristiani" è "il fatto che essi hanno un futuro". "La loro vita - scrive il Pontefice - non finisce nel vuoto". "Senza Dio, il mondo è buio, davanti a un futuro oscuro". E in tal senso, "giungere a conoscere Dio, il vero Dio, questo significa ricevere speranza".

domenica 9 dicembre 2007

La presenza e l'azione di satana oggi

La Redenzione di Nostro Signore è l'unica via di salvezza dall'opera di distruzione delle anime del nemico, che, negato espressamente da chi ne farà orribile esperienza nell'aldilà - secondo i messaggi di Medjugorje ma anche secondo molte affermazioni di santi - è invece affermato nella sua personale presenza e azione dal Sacro Magistero di sempre. Riporto in proposito parte dell'allocuzione di Papa Paolo VI in occasione dell'Udienza Generale del Mercoledì, 25 novembre 1972.
"La visione cristiana del cosmo e della vita è pertanto trionfalmente ottimista; e questa visione giustifica la nostra gioia e la nostra riconoscenza di vivere per cui celebrando la gloria di Dio noi cantiamo la nostra felicità (Cfr. il Gloria della Messa).
Ma è completa questa visione? è esatta? Nulla ci importano le deficienze che sono nel mondo? le disfunzioni delle cose rispetto alla nostra esistenza? il dolore, la morte? la cattiveria, la crudeltà, il peccato, in una parola, il male? e non vediamo quanto male è nel mondo? specialmente, quanto male morale, cioè simultaneamente, sebbene diversamente, contro l’uomo e contro Dio? Non è forse questo un triste spettacolo, un inesplicabile mistero? E non siamo noi, proprio noi cultori del Verbo i cantori del Bene, noi credenti, i più sensibili, i più turbati dall’osservazione e dall’esperienza del male? Lo troviamo nel regno della natura, dove tante sue manifestazioni sembrano a noi denunciare un disordine. Poi lo troviamo nell’ambito umano, dove incontriamo la debolezza, la fragilità, il dolore, la morte, e qualche cosa di peggio; una duplice legge contrastante, una che vorrebbe il bene, l’altra invece rivolta al male, tormento che San Paolo mette in umiliante evidenza per dimostrare la necessità e la fortuna d’una grazia salvatrice, della salute cioè portata da Cristo (Cfr. Rom.7); già il poeta pagano aveva denunciato questo conflitto interiore nel cuore stesso dell’uomo: video meliora proboque, deteriora sequor (OVIDIO, Met. 7,19). Troviamo il peccato, perversione della libertà umana, e causa profonda della morte, perché distacco da Dio fonte della vita (Rom.5,12), e poi, a sua volta, occasione ed effetto d’un intervento in noi e nel nostro mondo d’un agente oscuro e nemico, il Demonio. Il male non è più soltanto una deficienza, ma un’efficienza, un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore. Terribile realtà. Misteriosa e paurosa...
E l’incombenza di questa nefasta presenza è segnalata in moltissimi passi del Nuovo Testamento. San Paolo lo chiama il «dio di questo mondo» (2^Cor.4,4), e ci mette sull’avviso sopra la lotta al buio, che noi cristiani dobbiamo sostenere non con un solo Demonio, ma con una sua paurosa pluralità: «Rivestitevi, dice l’Apostolo, dell’armatura di Dio per poter affrontare le insidie del diavolo, poiché la nostra lotta non è (soltanto) col sangue e con la carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori delle tenebre, contro gli spiriti maligni dell’aria» (Ef.6,11-12).
E che si tratti non d’un solo Demonio, ma di molti, diversi passi evangelici ce lo indicano (Lc.11,21; Mc.5,9); ma uno è principale: Satana, che vuol dire l’avversario, il nemico; e con lui molti, tutti creature di Dio, ma decadute, perché ribelli e dannate (Cfr. Denz-Sch. 800-428); tutte un mondo misterioso, sconvolto da un dramma infelicissimo, di cui conosciamo ben poco...
Conosciamo tuttavia molte cose di questo mondo diabolico, che riguardano la nostra vita e tutta la storia umana. Il Demonio è all’origine della prima disgrazia dell’umanità; egli fu il tentatore subdolo e fatale del primo peccato, il peccato originale (Gen.3; Sap.1,24). Da quella caduta di Adamo il Demonio acquistò un certo impero su l’uomo, da cui solo la Redenzione di Cristo ci può liberare. È storia che dura tuttora: ricordiamo gli esorcismi del battesimo ed i frequenti riferimenti della sacra Scrittura e della liturgia all’aggressiva e alla opprimente «potestà delle tenebre» (Cfr. Lc.22,53; Col.1,13). È il nemico numero uno, è il tentatore per eccellenza. Sappiamo così che questo Essere oscuro e conturbante esiste davvero, e che con proditoria astuzia agisce ancora; è il nemico occulto che semina errori e sventure nella storia umana. Da ricordare la rivelatrice parabola evangelica del buon grano e della zizzania, sintesi e spiegazione dell’illogicità che sembra presiedere alle nostre contrastanti vicende: inimicus homo hoc fecit (Mt.13,28). È «l’omicida fin da principio... e padre della menzogna», come lo definisce Cristo (Cfr. Gv.8,44-45); è l’insidiatore sofistico dell’equilibrio morale dell’uomo. È lui il perfido ed astuto incantatore, che in noi sa insinuarsi, per via dei sensi, della fantasia, della concupiscenza, della logica utopistica, o di disordinati contatti sociali nel gioco del nostro operare, per introdurvi deviazioni, altrettanto nocive quanto all’apparenza conformi alle nostre strutture fisiche o psichiche, o alle nostre istintive, profonde aspirazioni.
Sarebbe questo sul Demonio e sull’influsso, ch’egli può esercitare sulle singole persone, come su comunità, su intere società, o su avvenimenti, un capitolo molto importante della dottrina cattolica da ristudiare, mentre oggi poco lo è. Si pensa da alcuni di trovare negli studi psicanalitici e psichiatrici o in esperienze spiritiche, oggi purtroppo tanto diffuse in alcuni Paesi, un sufficiente compenso. Si teme di ricadere in vecchie teorie manichee, o in paurose divagazioni fantastiche e superstiziose. Oggi si preferisce mostrarsi forti e spregiudicati, atteggiarsi a positivisti, salvo poi prestar fede a tante gratuite ubbie magiche o popolari, o peggio aprire la propria anima - la propria anima battezzata, visitata tante volte dalla presenza eucaristica e abitata dallo Spirito Santo! - alle esperienze licenziose dei sensi, a quelle deleterie degli stupefacenti, come pure alle seduzioni ideologiche degli errori di moda, fessure queste attraverso le quali il Maligno può facilmente penetrare ed alterare l’umana mentalità. Non è detto che ogni peccato sia direttamente dovuto ad azione diabolica (Cfr. Summa Theologica 1, 104, 3); ma è pur vero che chi non vigila con certo rigore morale sopra se stesso (Cfr. Mt.12,45; Ef.6,11) si espone all’influsso del mysterium iniquitatis, a cui San Paolo si riferisce (2^Ts.2,3-12), e che rende problematica l’alternativa della nostra salvezza...
Potremo supporre la sua sinistra azione là dove la negazione di Dio si fa radicale, sottile ed assurda, dove la menzogna si afferma ipocrita e potente, contro la verità evidente, dove l’amore è spento da un egoismo freddo e crudele, dove il nome di Cristo è impugnato con odio cosciente e ribelle (Cfr. 1^Cor.16,22; 12,3), dove lo spirito del Vangelo è mistificato e smentito, dove la disperazione si afferma come l’ultima parola, ecc. Ma è diagnosi troppo ampia e difficile, che noi non osiamo ora approfondire e autenticare, non però priva per tutti di drammatico interesse, a cui anche la letteratura moderna ha dedicato pagine famose (Cfr. ad es. le opere di Bernanos, studiate da CH. MOELLER, Littér. du XXe siècle, I, p. 397 ss.; P. MACCHI, Il volto del male in Bernanos; cfr. poi Satan, Etudes Carmélitaines, Desclée de Br. 1948). Il problema del male rimane uno dei più grandi e permanenti problemi per lo spirito umano, anche dopo la vittoriosa risposta che vi dà Gesù Cristo. «Noi sappiamo, scrive l’Evangelista S. Giovanni, che siamo (nati) da Dio, e che tutto il mondo è posto sotto il maligno» (1^Gv.5,19)...
Il cristiano dev’essere militante; dev’essere vigilante e forte (1^Pt.5,8); e deve talvolta ricorrere a qualche esercizio ascetico speciale per allontanare certe incursioni diaboliche; Gesù lo insegna indicando il rimedio «nella preghiera e nel digiuno» (Mc.9,29)...
Con la consapevolezza perciò delle presenti avversità in cui oggi le anime, la Chiesa, il mondo si trovano noi cercheremo di dare senso ed efficacia alla consueta invocazione della nostra principale orazione: «Padre nostro, . . . liberaci dal male!».
A tanto giovi anche la nostra Apostolica Benedizione".

Senza la fede non c'è la vicinanza di Dio

Riporto il messaggio drammatico trasmesso e commentato da Padre Livio Fanzaga, il glorioso direttore di Radio Maria. Di fronte alla stoltezza della beffarda incredulità la Divina Misericordia sembra impotente, ma la Divina Impotenza è lo strumento per la redenzione ed è più forte della presuntuosa autosufficienza dell'uomo. Faccio mio l'invito forte alla conversione, necessaria, imprescindibile per la salvezza eterna dell'anima.

"Cari amici,
il messaggio della Regina della pace a Mirjana del 2 Dicembre, proprio durante la novena dell'Immacolata, è drammatico, sia pur temperato dalla materna dolcezza di Maria. Il suo Cuore Immacolato è colmo di dolore e freme nello sforzo di trattenere il pianto. La ragione? Il dilagare dell'incredulità ("senza fede") e dell'immoralità (sono calpestate "le leggi"di suo Figlio), al punto che abbiamo perso persino "il buon senso" Che fare? "Vi avverto di nuovo... fermatevi per un attimo e guardate nei vostri cuori." Facciamolo, cari amici, in questo tempo di Avvento.
Dice Mirjana:
La Madonna era molto triste. Per tutto il tempo aveva le lacrime agli occhi.
"Cari figli, mentre guardo nei vostri cuori, il mio cuore si riempie di dolore e di fremito. Figli miei, fermatevi per un attimo e guardate nei vostri cuori. Il mio Figlio, vostro Dio, è veramente al primo posto? Sono veramente le sue leggi la misura della vostra vita? Vi avverto di nuovo. Senza la fede non c'è la vicinanza di Dio, non c'è la Parola di Dio, che è la luce della salvezza e la luce del buon senso".
Mirjana ha aggiunto: "Io con dolore ho pregato la Madonna di non lasciarci, di non togliere le mani da noi. Alla mia richiesta, Lei ha fatto un sorriso doloroso e se n'è andata. Questa volta non ha detto "Vi ringrazio". Ha benedetto tutti noi e tutti gli oggetti sacri".
Coraggio cari amici. Prepariamo per il Natale la culla del Cuore, dove la Madonna possa deporre il Re della pace.
Vostro P. Livio"

domenica 2 dicembre 2007

Tradizione

"Tradizione non significa che i vivi sono morti ma che i morti sono vivi".
(Gilbert K. Chesterton)

La nostra forza

"La nostra forza e vittoria è l'eternità, la vostra debolezza e sconfitta è il tempo".
(Hans Ehrenfreund)

Arte sacra