giovedì 28 febbraio 2008

Martirio

L'agenzia Zenit.org il 12 febbraio 2008 annunciava che in Iraq sono stati rilasciati i quaranta bambini sequestrati e rapiti da un gruppo di terroristi a Baghdad mentre si recavano a scuola. Tre di questi bambini sono cristiani e i rapitori avevano imposto loro di convertirsi all’islam, pena la morte. Si tenga presente che per diventare musulmani basta pronunciare la formula detta shahada, cioè affermare davanti a due testimoni musulmani che c’è un solo Dio ed è Allah e Maometto è il suo Profeta. Eppure quei tre bambini si sono rifiutati, dichiarandosi disposti a morire pur di restare cristiani. Chissà, forse i rapitori si sono spaventati loro, di fronte alla prospettiva di creare dei martiri. Martiri un po’ diversi da quelli a cui sono abituati, visto che nessuno li ha indotti tramite promesse paradisiache e finanziamenti alle famiglie. Diversi, anche, perché non suicidi-omicidi. Diversi, infine, perché possiamo immaginare tre bambini che resistono alla pressione psicologica dell’essere soli in mezzo a quaranta coetanei musulmani e a quella fisica delle armi puntate alla tempia. Tre bambini. Severo esempio per noi, qui al caldo, che magari troviamo pesante una piccola rinuncia quaresimale.

giovedì 21 febbraio 2008

E poi dicono che i comunisti non si cibano di carne umana...

In Cina ogni giorno sono eseguite almeno 30 condanne a morte. I dati prudenziali di Amnesty International e altre agenzie parlano di almeno 10.000 giustiziati ogni anno. La Cina contribuisce quindi per più del 90% al numero totale di condanne a morte eseguite in tutto il mondo. Gli assassinati sono spesso persone innocenti, o colpevoli di delitti non violenti. La superficialità dei giudizi sommari, la rapidità con cui sono pronunciati, le confessioni estorte con la tortura fanno del sistema giudiziario cinese il regno dell’arbitrio e della corruzione. Ma l’orrore non si ferma qui. Appena il condannato è stato giustiziato, le autoambulanze ferme nei dintorni si avvicinano, scendono infermieri e chirurghi, vengono espiantati dai corpi immobili gli organi vitali, le autoambulanze ripartono a tutta velocità. Questo è il volto feroce della Cina «comunista», che si prepara a celebrare nel prossimo maggio 2008 le Olimpiadi – simbolo di pace e di fratellanza fra gli uomini.

CINA
Traffici di morte

Il volto feroce del comunismo cinese:
trapianto di organi dai prigionieri giustiziati
GUERINI E ASSOCIATI, FORMATO: 14,8X23, PAGINE: 208

Harry Wu, direttore della Laogai Research Foundation – i Laogai sono i campi di lavoro dove milioni di condannati costruiscono la prosperità dell’economia cinese –, espatriato dalla Cina negli Stati Uniti dopo vent’anni di detenzione, è rientrato quattro volte clandestinamente nel suo Paese per documentare e denunciare la disumanità della condizione dei prigionieri. Dobbiamo a lui, vera Primula Rossa dei diritti umani, le notizie di prima mano, le testimonianze, i documenti raccolti in questo libro. Negli ultimi mesi l’approssimarsi dei Giochi olimpici e il timore di boicottaggi da parte dei paesi occidentali hanno costretto le autorità cinesi a promulgare nuove leggi. In particolare, si è deliberato che solo la Corte suprema possa comminare condanne capitali. Ma è un patetico tentativo di make-up, che non ha riscontri nella realtà: negli ultimi mesi sono state eseguite centinaia di condanne a morte a livello locale, e, a dispetto dei nuovi «regolamenti» che vorrebbero l’assenso del prigioniero all’espianto di organi dopo la sua morte, continuano anche i trapianti illegali. Naturalmente, in un Paese dove la tortura è all’ordine del giorno, non sarebbe un problema probabilmente neppure ottenere un consenso scritto. Ma è più rapido farne direttamente a meno. I ricavi sanguinosi del commercio di organi sono troppo ricchi perché simili dettagli possano fermarlo. E nemmeno la pubblica riprovazione, né la condanna delle organizzazioni mediche. Il professor Francis Demonico, della Canadian Transplantation Society, ha dichiarato ad esempio che «la crescente richiesta di organi sembra causare una crescente domanda di esecuzioni capitali». E il professor Stephen Wigmore della British Transplantation Society, durante un’intervista con la BBC nell’aprile del 2006, ha affermato: «la velocità con cui si possono trovare gli organi adatti ai pazienti sembra anche confermare che i prigionieri sono selezionati prima dell’esecuzione a seconda del tipo di sangue e di organo da trapiantare». Il denaro è diventato la nuova ideologia del regime cinese, perseguita con la stessa determinazione e la stessa mancanza di scrupoli con cui si sono affermati per cinquant’anni i principi del comunismo di Mao Zedong.

La Laogai Research Foundation denuncia instancabilmente le violazioni dei diritti umani in Cina, e in particolare si batte contro i campi di lavoro forzato, che imprigionano milioni di cittadini cinesi. Sono i moderni schiavi occupati a produrre le merci che vengono poi esportate in tutto il mondo, nonché mandati a lavorare in catene nei Paesi in via di sviluppo nei quali la Cina cerca la penetrazione economica.

sabato 2 febbraio 2008

Una moratoria anche sulla fecondazione artificiale

A cominciare dagli ospedali cattolici.

"Con la fecondazione artificiale extra-corporea, é stata infranta la barriera posta a tutela della dignità umana." Le parole di Benedetto XVI - rivolte giovedì 31 gennaio 2008 ai partecipanti alla Sessione Plenaria della Congregazione per la Dottrina della Fede – riaffermano con forza una verità scomoda e tremenda: ogni tecnica di fecondazione artificiale che produce embrioni fuori dal corpo della donna è un attentato alla dignità dell'uomo.
Il testo competo del comunicato è consultabile all'indirizzo
http://www.comitatoveritaevita.it/pub/comunicati_read.php?read=110
Tramite il sito potrete consultare i precedenti comunicati stampa, nonchè altro materiale pro-life del Comitato Verità e Vita.

venerdì 1 febbraio 2008

La Chiesa Cattolica è l'unica vera Chiesa

La Chiesa cattolica è l'unica vera Chiesa di Cristo; la fecondazione artificiale è sempre contraria alla dignità umana. Sono due delle principali affermazioni contenute nel discorso che papa Benedetto XVI ha rivolto il 31 gennaio 2008 ai membri della Congregazione della Dottrina per la Fede. Un intervento importante che potrete leggere integralmente cliccando qui.Nel discorso il Papa ribadisce la preoccupazione per un "persistente relativismo religioso e culturale" che distorce la dottrina della Chiesa, soprattutto in nome dell'ecumenismo e del dialogo interreligioso. Il Papa considera invece che sia proprio una visione relativista della Chiesa a bloccare il processo ecumenico. Da qui l'importanza di riconfermare che "l'una e unica Chiesa di Cristo ha la sua sussistenza, permanenza e stabilità nella Chiesa cattolica e che pertanto l'unità, l'indivisibilità e l'indistruttibilità della Chiesa di Cristo non vengono annullate dalle separazioni e divisioni dei cristiani". Inoltre, dice Benedetto XVI citando il Concilio Vaticano II a proposito delle religioni non cristiane, "questa unica vera religione sussiste nella Chiesa cattolica, alla quale il Signore Gesù ha affidato il compito di diffonderla a tutti gli uomini". Per questo il dialogo interreligioso non può dispensare la Chiesa dalla "necessità dell'evangelizzazione e dell'attività missionaria verso i popoli".Il Papa ha poi dedicato la seconda parte del discorso alla bioetica, che ha invitato a seguire con attenzione offrendo i "due criteri fondamentali per il discernimento morale": a) il rispetto incondizionato dell'essere umano come persona, dal suo concepimento fino alla morte naturale; b) il rispetto dell'originalità della trasmissione della vita umana attraverso gli atti propri dei coniugi. Proprio questi criteri dimostrano come "con la fecondazione artificiale extra-corporea sia stata infranta la barriera posta a tutela della dignità umana".

Fecondazione artificiale... fra donne!

Scienziati britannici hanno annunciato di aver messo a punto una tecnica per 'trasformare' le cellule del midollo osseo della donna in spermatozoi, con il risultato di 'tagliare fuori' l'uomo dal processo del concepimento. Questa è una delle "conquiste" di una scienza sganciata dalla morale e dalla dignità del'uomo. Su questo tema ha parlato con chiarezza il Papa in questi giorni.
La "fecondazione artificiale extracorporea"; varie tecniche riproduttive, tra cui il "congelamento degli embrioni umani"; i "tentativi di clonazione umana" hanno "infranto la barriera posta a tutela della dignità umana". Lo afferma il Papa in un discorso alla assemblea plenaria della Congregazione per la dottrina della fede in cui invita anche la Congregazione a "seguire con particolare attenzione i problemi difficili e complessi della bioetica"."I nuovi problemi connessi, ad esempio, con il congelamento degli embrioni umani, con la riduzione embrionale, con la diagnosi preimpiantatoria, con le ricerche sulle cellule staminali embrionali e con i tentativi di clonazione umana - ha affermato il Papa - mostrano chiaramente come, con la fecondazione artificiale extracorporea, sia stata infranta la barriera posta a tutela della dignità umana". "Quando esseri umani, nello stato più debole e indifeso della loro esistenza - ha proseguito - sono selezionati, abbandonati, uccisi o utilizzati quale puro 'materiale biologico', come negare che essi siano trattati non più come un 'qualcuno' ma come un 'qualcosa', mettendo così in questione il concetto stesso di dignità dell'uomo?"Il magistero della Chiesa, ha detto Benedetto XVI, "non può e non deve intervenire su ogni novità della scienza, ma a il compito di ribadire i grandi valori in gioco e di proporre ai fedeli e a tutti gli uomini di buona volontà i principi e orientamenti etico-morali per le nuove questioni importanti". I "due criteri fondamentali per il discernimento morale in questo campo",ha precisato, sono il "rispetto incondizionato dell'essere umano come persona, dal suo concepimento fino alla morte naturale" e "il rispetto dell'originalità della trasmissione della vita umana attraverso gli atti propri di coniugi".

Arte sacra