venerdì 22 novembre 2013

La sinistra italiana è felice

di Giovanni Zenone

Un volontario delle torture
Il governo comunista cinese ha deciso di chiudere tutti i laogai, cioè i lager dove sono utilizzati fino alla morte e oltre la morte decine di milioni di schiavi che permettono all'economia gialla di vendere a un quarto del prezzo le merci rispetto ai paesi civili. Nei laogai le donne sono stuprate e torturate in modi terrificanti al solo nominarli e inconcepibili. La bestialità umana e cinese fa schifo persino ai demoni. Gli uomini subiscono trattamenti analoghi. I turni di lavoro sono ben oltre le 18 ore di lavoro quotidiane. Alcune migliaia di schiavi sono immersi tutto il giorno a lavorare in acqua mescolata ad acidi che generano piaghe che non venendo curate portano alla morte in poche settimane. I feti degli aborti procurati sulle 

mercoledì 20 novembre 2013

Il Papa ha letto e cita il mio libro

Rileggendo l'omelia di Papa Francesco del 18 novembre 2013 mi rendo conto che non solo ha letto e citato il capolavoro di Robert Hugh Benson da noi pubblicato, ma anche il mio proprio libro best-seller "A sinistra di Dio". Quando il Papa infatti parla del pensiero unico progressista e globalista di marca adolescenziale cita quasi pari pari alcuni brani del mio libro che riporto qui di seguito. Con buona pace dei rifiuti clericali (quasi tutti in posti di potere) indietro di 50 anni coll'orologio della storia che ancora si abbeverano e danno da bere ai loro ignari fedeli le acque putrescenti dell'ideologia.

Dal volume "A sinistra di Dio" pp. 88-89
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Sarebbe ora superfluo continuare l’esposizione dell’origine del laicismo indicato come sinistra in quanto categoria antropologica. È utile però ricordare che l’opzione contro la verità, per il sentimento, contro la ragione e contro ogni forma di autorità, financo quella della realtà, ha radici sì diaboliche, ma anche il diavolo si serve di cause umane. Il blocco nello sviluppo della conoscenza a livello del solipsismo cartesiano e kantiano, la chiusura nel proprio egoismo, la disobbedienza elevata a sistema di vita, la volontà autonomista e perciò rivoluzionaria che tende a soppiantare la verità con la propria volontà, sono certamente tutte derive del peccato originale, ma hanno anche una ragione psicologica semplice: tale coacervo di assurdità somiglia in modo sorprendente alla vitalità contraddittoria

martedì 19 novembre 2013

Non si può negoziare ciò che è essenziale al proprio essere

di don Gino Oliosi
Il “progressismo che poi si rivela adolescenziale  partecipa di quella cultura che predomina in Occidente e che vorrebbe porsi come universale e autosufficiente, generando un nuovo costume di vita. Ne deriva una nuova ondata di illuminismo e di laicismo, per la quale sarebbe razionalmente valido soltanto ciò che è sperimentabile e calcolabile, mentre sul piano della prassi la libertà individuale viene eretta a valore fondamentale al quale tutti gli altri valori dovrebbero sottostare. Così Dio rimane escluso dalla cultura e dalla vita pubblica

Leggi il libro suggerito dal Papa! Clicca

C’è un’insidia che percorre il mondo. E’ quella della “globalizzazione dell’uniformità egemonica” caratterizzata dal “pensiero unico”, attraverso il quale, in nome di un progressismo che poi si rivela adolescenziale, non si esita a rinnegare le proprie tradizioni e la propria identità. Quello che ci deve consolare è che però davanti a noi c’è sempre il Signore fedele alla sua promessa, che ci aspetta anche infedeli, ci ama, ci perdona, ci protegge. Nelle sue mani andremo sicuri su ogni cammino. E’ questa la riflessione proposta da Papa Francesco lunedì mattina, 18 novembre 2013, durante la Santa Messa a Santa Marte e riportata dall’Osservatore Romano del 19 novembre. Il pontefice ha avviato la sua riflessione commentando la lettura tratta dal primo libro dei 

lunedì 18 novembre 2013

Il Papa legge e cita i nostri libri

di Sandro Magister

Ma non era il papa più amato dai progressisti?

Leggi il libro di cui parla il Papa!
Nell’omelia di lunedì 18 novembre a Santa Marta papa Francesco ha preso spunto dal primo libro dei Maccabei – di cui è iniziata la lettura in questo scorcio dell’anno liturgico – per dare una micidiale lavata di capo a quel “progressismo adolescenziale” disposto a sottomettersi alla “uniformità egemonica” del “pensiero unico frutto della mondanità”.
Un pensiero che legalizza anche “le condanne a morte”, anche “i sacrifici umani”. “Ma voi – ha chiesto il papa – pensate che oggi non si facciano, i sacrifici umani? Se ne fanno tanti, tanti! E ci sono delle leggi che li proteggono”.
Difficile non vedere in questo grido di dolore di papa Francesco anche le innumerevoli vite falciate sul nascere dall’aborto.
Nel deprecare l’avanzata di “questo spirito di mondanità che porta all’apostasia” il papa ha citato un romanzo “profetico” d’inizio Novecento che è una delle sue letture preferite: Il padrone del mondo” di Robert H. Benson, un sacerdote anglicano, figlio di un arcivescovo di Canterbury, che si convertì al cattolicesimo.

Gesù – ha ricordato il papa – apostrofa come “generazione adultera e malvagia” coloro che “negoziano una cosa essenziale al proprio essere, la fedeltà al Signore”. Forse non negoziano alcuni valori ai quali non rinunciano; ma si tratta di valori – ha sottolineato – che alla fine sono talmente svuotati di senso da restare soltanto “valori nominali, non reali”.
Lunedì 18 novembre, Blog di Sandro Magister

Eresia in cattedra a Verona

(da La Voce di don Camillo)
Riportiamo la lettera aperta di Patrizia Stella al Vescovo di Verona e alla sua compagnia ereticale - della quale però la responsabilità è sua perché è lui l'autorità, quanto meno da un punto di vista formale - che non essendo capace di fare nemmeno una conversione ripiega invece sulla melassa relativista invitando gente di altre religioni a insegnarci quale sia la loro fede. Insomma, un po' come se Mediaset desse spazio televisivo per far pubblicità alla Rai! A questi passi di apostasia conclamata è giunta la Diocesi di Verona. Che non ci si chieda più di non giudicare i nostri pastori! Li vogliamo estromessi con infamia dai posti che occupano indegnamente! Potranno essere perdonati e relegati a posti del tutto marginali solo se si pentiranno e faranno ammenda del male compiuto. Qui non si tratta più della debolezza in stile don Abbondio di un Vescovo e dei suoi più stretti collaboratori, non si tratta solo di una caduta in un peccato momentaneo, che sarebbero perdonabili, ma della diabolica perseveranza nell'errore e nell'induzione dei propri sottomessi all'errore. Tollerare questo abominio, questa viltà, questa collaborazione col Nemico non è atto di carità cristiana ma criminale. Roma deve intervenire, castigare ed estromettere questa gente. Ne abbiamo piene le tasche della falsa carità ecclesiastica che lascia impuniti i cattivi, anzi li premia con posti d'onore e cattedre di docenza, mentre estromette i buoni che si piegano con la debolezza della propria santa obbedienza. Vogliamo un Vescovo e dei preti della tempra   di sant'Ambrogio o san Martino, capace di cacciare senza remissione gli eretici, di avere posizioni virili con le autorità civili.

Verona, 17 novembre 2013
Al Rev. Mons. Ezio Falavegna

A S. Ecc.za rev. Mons. Giuseppe Zenti,
Vescovo di Verona

Ai frati di S. Bernardino e
A tutti i fedeli della diocesi di Verona

LETTERA APERTA

FIERI DI ESSERE CATTOLICI

A nome di molte persone e associazioni che sono venute a conoscenza del programma “Proposta formativa 2013/14” organizzata dal Vicariato di Verona Centro in collaborazione coi i frati di S. Bernardino, mentre ci congratuliamo per l’interessante programma culturale offerto alla città, non possiamo tacere il nostro disappunto davanti ad una iniziativa sconcertante che si trova a pag. 28 del libretto dal titolo “Verso il Natale” e che intende offrire “una serie di riflessioni sul tema della trasmissione della fede nei mercoledì di Avvento e Quaresima” con queste parole:
  • “Vivere e condividere la fede. Le fatiche nel dire la fede, nel trasmetterla ancora, nell’accoglierla ci fanno scoprire quanto abbiamo bisogno di sentirci discepoli più che maestri, cercatori di risposte e fratelli che insieme cercano. Il percorso si articola in due momenti: la trasmissione della fede per l’Avvento e le domande del credere per la Quaresima. Nel tempo di Avvento chiederemo ad una cristiana, Donatella Abignente, a un ebreo, Amos Luzzato e a una mussulmana, Shahrzad Housmand, di raccontarci come avviene nelle tre tradizioni la trasmissione della fede, come si struttura il processo del credere”.

Ci domandiamo esterrefatti quale “fede” dovrebbero trasmetterci costoro dal momento che, oltretutto, la loro non è fede ma piuttosto religiosità? Forse la religiosità di una delle molte chiese protestanti, visto che la relatrice cristiana non si sa bene a quale

domenica 10 novembre 2013

Una gran notizia per gli ebrei italiani

di Marco Respinti
Moni Ovadia sbatte la porta e se ne va. Lascia la Comunità ebraica di Milano. Si de-ebraizza. Si de-semitizza. Si de-israelizza. Non regge più il fatto che la Comunità ebraica sia… filoebraica.
Gli sta sul piloro che gli ebrei milanesi tengano per Israele. Non sopporta che il monopoliodell’ebraismo non lo detenga in esclusiva la Sinistra. Per Ovadia, infatti, è quasi un olocausto il fatto che gli ebrei della mia città vogliano – dice lui – «israelizzare» il proprio milieuChapeau. Era da tempo che sognavo una notiziona così, e quindi ringrazio sinceramente l’esimio teatrante. Ora infatti il quadro è assolutamente più chiaro.
Confesso infatti che, fino a oggi, mi recava un certo imbarazzo lo sfoggiare con orgoglio la miasimpateticità nei confronti del popolo ebraico e la mia amicizia con lo Statomoni ovadia d’Israele (che coltivo serenamente pur criticando, con rispetto cattolico, il giudaismo religioso), il quale, avamposto dell’Occidente – leggi mondo libero e civile, pur con tutte le sue enormi magagne e stanchezze palesi – è da sempre impegnato in unaguerra terribile contro quelle forze del male che si sono votate al suo annientamento fisico, alternando allegramente un missile sparato al mattino presto sui bimbi della Galilea che vanno a scuola e un attentato contro gli odiati “cristiani” del nostro mondo e i loro “agenti” locali.
Mi creava imbarazzo perché tale sfoggio comportava il trovarsi oggettivamente e automaticamente in compagnia di

Arte sacra