giovedì 31 gennaio 2008

Il progressismo è intolleranza

"Il progressismo è la fede nel progresso ma senza lo spirito critico e lo spirito di tolleranza, con la convinzione dogmatica di possedere la verità e di essere assiso nel Bene".
(Pierre André Taguieff - "Les contre reactionnaires"- Francia, 2008)
Da cui l'oscurantismo, la chiusura mentale, la demonizzazione di tutti coloro che la pensano diversamente, in quanto rappresentanti del Male, della deviazione dal giusto, della pochezza intellettuale. And, last but not least, l'ostracizzazione del dissidente, martire obbligato da immolare sull'altare dei progrediti. Chi lo ha detto che l'ideologia è morta? Chi ha il coraggio di sostenere che il postcomunismo non è una chiesa al pari del comunismo vero e proprio?

domenica 27 gennaio 2008

Il legame tra sinistra e tasse

La legittimazione del prelievo fiscale nello Stato moderno è lo strumento perfezionato del totalitarismo: grazie al suo aumento, al tempo stesso, si sviluppano gli apparati dello Stato, cresce la capacità di controllo sulla società e si riducono le libertà delle famiglie e delle persone (perché sempre più dipendenti dallo Stato e sempre più espropriate dei loro beni). Storicamente, è di sinistra l'aumento della pressione fiscale come mezzo per accrescere le funzioni dello Stato (e il relativo potere). E', invece, di destra il proposito di restituire libertà economica con la riduzione del prelievo fiscale (e il relativo ridimensionamento della invadenza della iniziativa statale). Il binomio sinistra-tasse è storicamente inscindibile, tanto che la tassazione è il termometro per misurare il grado di spostamento o di collocazione a sinistra di una compagine governativa.

giovedì 24 gennaio 2008

È caduta Babilonia!!!

"È caduta, è caduta Babilonia la grande,
quella che ha abbeverato tutte le genti
col vino del furore della sua fornicazione".
(Ap 14,8)

venerdì 18 gennaio 2008

In arrivo la persecuzione violenta?

Il Centro Culturale Lepanto parteciperà con una sua delegazione ed i propri stendardi con il simbolo associativo del crociato alla manifestazione popolare di solidarietà col Papa, in occasione della preghiera dell’ Angelus che si terrà domenica prossima in piazza San Pietro. Già il 16 gennaio il Centro Culturale Lepanto ha espresso la propria posizione in un manifesto intitolato “Può il Papa essere maestro nella Sapienza?” pubblicato come messaggio a pagamento su metà pagina dell’edizione nazionale del quotidiano “Il Tempo” (riprodotto sul sito www.lepanto.org).
Il Presidente del Centro Culturale Lepanto, Fabio Bernabei, osserva che quanto avvenuto alla Università Sapienza conferma un fatto grave: a 40 anni dal ’68, la setta “sessantottina”, pur avendo perso il consenso delle nuove generazioni, mantiene un potere culturale, mediatico, politico sufficiente per imporre il proprio volere alla maggioranza del popolo italiano. Le forze laiciste continuano a promuovere una vera campagna di odio contro la Santa Chiesa Cattolica e particolarmente contro il Sommo Pontefice. Il relativismo del “pensiero debole” s’impone sostenuto dai “poteri forti”. Giornali, libri, televisioni, film, cartelloni e spot pubblicitari rovesciano continuamente torrenti di calunnie, accuse, insulti e derisioni, pretendendo d’isolare e mettere a tacere la Chiesa, specialmente quando insegna ed esige il rispetto di Dio, della morale, del diritto naturale e della famiglia. Questa campagna, sostiene Bernabei, cerca d’intimidire i cristiani, nella illusione ch’essi rinuncino a testimoniare la Fede nella vita pubblica. Tutto ciò sembra preludere a quella persecuzione violenta descritta dall’ormai noto “terzo segreto” di Fatima: persecuzione che, comunque, potrà solo affrettare il trionfo della Chiesa profetizzato dalla Madonna nel 1917. Nell’esprimere la propria piena solidarietà al Papa il Centro Culturale Lepanto formula anche l’augurio che l’episodio serva ad aprire gli occhi a coloro che tuttora s’illudono di poter “dialogare” e perfino collaborare con la Rivoluzione laicista anticristiana, ed implora Dio affinché confermi la protezione paterna su tutta la Chiesa ed affretti il momento della finale riscossa cristiana.

www.lepanto.org
email: lepanto@lepanto.org
tel. fax 06.60513116

martedì 15 gennaio 2008

Viva il Papa, abbasso i laici "tolleranti"!

Giorgio Israel, professore ordinario di Matematiche complementari a “La Sapienza” di origine ebraica, dopo il vergognoso attacco al Papa da parte di alcuni cialtroni, ha denunciato la contraddizione di quanti si sono opposti alla visita del Papa, teoricamente in difesa del valore della presunta laicità della scienza, negandogli il diritto di parola. “È sorprendente che quanti hanno scelto come motto la celebre frase attribuita a Voltaire - 'mi batterò fino alla morte perché tu possa dire il contrario di quel che penso' - si oppongano a che il Papa tenga un discorso all'università di Roma 'La Sapienza'”, ha osservato. “È tanto più sorprendente in quanto le università italiane sono ormai un luogo aperto ad ogni tipo di intervento ed è inspiegabile che al Papa soltanto sia riservato un divieto d'ingresso”, ha aggiunto. L'opposizione alla visita del Papa, ha commentato, non è “motivata da un principio astratto e tradizionale di laicità”, ma è “di carattere ideologico e ha come bersaglio specifico Benedetto XVI in quanto si permette di parlare di scienza e dei rapporti tra scienza e fede, anziché limitarsi a parlare di fede”. Le sinistre non hanno perso l'occasione per dimostrare la propria sulfurea intolleranza.

lunedì 14 gennaio 2008

Consiglieresti di abortire?

Domanda: Se conoscessi una donna incinta, malata di sifilide, che avesse già otto figli, di cui tre sordi, due ciechi e uno ritardato mentale, le consiglieresti di abortire? Se hai risposto “sì”, hai appena contribuito a eliminare… Ludwig van Beethoven.
(Andrea Tornielli)

sabato 12 gennaio 2008

Medjugorje e i Dieci Segreti (2 parte)

"Ora che satana è sciolto dalle catene...": sono parole drammatiche dell'1 gennaio 2001 che la Regina della Pace ha dato a un'umanità che ha ormai cercato di eliminare la fede autentica dalla dimensione pubblica della vita sociale. Di lì a a poco più di nove mesi si scatena il satanico attacco del terrorismo islamico all'occidente. La Madonna ha sempre, dalla rivoluzione borghese (francese) in avanti dato messaggi di allarmi e di speranza prima che le peggiori catastrofi accadessero. Dal 1789 alla rivoluzione comunista, nazista, al genocidio del Ruanda e Burundi, alla guerra di Bosnia, all'attacco alle due torri a New York. Mentre il mondo va all'inferno in carozza sdilinquendosi davanti alle bestie a sterminando con l'aborto i figli di Dio, i cattolici autentici tendono l'orecchio per ascoltare la Voce del Cielo.

giovedì 10 gennaio 2008

Più fedeltà al Papa e al Magistero!

L'articolo che riporto, modificato da me in parte, richiama, oltre ai Gesuiti, che si sono allontanati dalla reta fede e dottrina cattolica, tanto clero che ha abbandonato la fede certa garantita dal Sacro Magistero Petrino per affidarsi alle incerte sorti del progressismo, relativismo, catto-laicismo e catto-comunismo. Chi ha orecchie per intendere, intenda!
Si è aperta il 7 genaio , con una messa solenne in lingua latina nella Chiesa del Gesu', la 35.esima Congregazione generale cui spetta il compito di eleggere il 29.esimo 'papa nero', come e' familiarmente noto il successore di Sant'Ignazio di Loyola alla guida dei gesuiti di tutto il mondo. I 226 membri della Congregazione entreranno da oggi in un 'ritiro' che durera' quattro giorni, durante i quali potranno discutere e confrontarsi, in assoluta segretezza, sulla persona ritenuta piu' adatta per guidare il piu' grande e, probabilmente, influente ordine religioso della Chiesa. La messa di apertura della Congregazione e' stata officiata dal card. Franc Rode', Prefetto della Congregazione vaticana per gli istituti di vita consacrata, che ha la responsabilita' sugli ordini religiosi. Nella sua omelia, il cardinale ha richiamato con forza i gesuiti all'obbedienza al papa e alla Chiesa, rispettando l'antica ''formula del vostro istituto, nella quale viene delineata l'essenza del vostro carisma: 'Servire il Signore e la sua Sposa, la Chiesa, sotto il Romano Pontefice'''.''Vedo con tristezza e inquietudine - ha ammonito Rode' - che va decadendo sensibilmente anche in alcuni membri delle Famiglie religiose il sentire cum Ecclesia di cui parla frequentemente il vostro Fondatore. La Chiesa aspetta da voi una luce per restaurare il sensus Ecclesiae''.''Con tristezza e inquietudine - ha aggiunto - vedo anche un crescente allontanamento dalla Gerarchia.La spiritualita' ignaziana di servizio apostolico 'sotto il Romano Pontefice' non accetta questa separazione''. Negli ultimi anni, tre gesuiti di alto profilo, Roger Haight, Jacques Dupuis e Jon Sobrino, sono stati messi sotto inchiesta da parte del Vaticano per i loro insegnamenti su ecumenismo e dialogo interreligioso non in linea col Magistero cattolico. Con riferimento a questi episodi, il card.Rode' ha ricordato ''la necessita' di presentare ai fedeli e al mondo l'autentica verita' rivelata nella Scrittura e nella Tradizione'': ''La diversita' dottrinale di coloro che sono chiamati ad annunciare il Regno disorienta i fedeli e conduce verso un relativismo senza orizzonte. La verita' e' una, anche se puo' essere sempre piu' profondamente conosciuta. E garante della verita' rivelata e' il 'Magistero vivo della Chiesa'''. In particolare, l'invito rivolto ai gesuiti e' stato quello di ''vigilare sulla dottrina delle vostre riviste e pubblicazioni''. ''Il vostro operare - ha anche detto Rode' - deve essere eminentemente apostolico, con un'ampiezza universale, umana, ecclesiale, evangelica.

Emergenza educativa! Genitori e insegnanti ammalati di relativismo

CITTA' DEL VATICANO, giovedì, 10 gennaio 2008 (articolo riassunto tratto da ZENIT.org).- L'"emergenza educativa" è una situazione reale della nostra società che richiede una decisa azione da parte dei governanti, ha affermato Benedetto XVI questo giovedì.
Ricevendo in udienza gli amministratori della Regione Lazio. Benedetto XVI ha definito "criterio fondamentale, sul quale possiamo facilmente convenire nell'adempimento dei nostri diversi compiti", quello della centralità della persona umana. Come afferma il Concilio Vaticano II, ha ricordato, l'uomo è sulla terra "la sola creatura che Dio abbia voluto per se stessa" (Gaudium et spes, 24). Per questo motivo, ha spiegato, è "decisiva" l'importanza rivestita dall'educazione e dalla formazione della persona, soprattutto nella prima parte della vita. "Se guardiamo però alla realtà della nostra situazione, non possiamo negare che ci troviamo di fronte a una vera e grande 'emergenza educativa'", ha constatato.
"Sembra infatti sempre più difficile proporre in maniera convincente alle nuove generazioni solide certezze e criteri su cui costruire la propria vita", ha ricordato, sottolineando che "lo sanno bene sia i genitori sia gli insegnanti, che anche per questo sono spesso tentati di abdicare ai propri compiti educativi".
"Essi stessi, del resto, nell'attuale contesto sociale e culturale impregnato di relativismo e anche di nichilismo, difficilmente riescono a trovare sicuri punti di riferimento, che li possano sostenere e guidare nella missione di educatori come in tutta la loro condotta di vita". Un'emergenza di questo tipo "non può lasciare indifferenti né la Chiesa né le vostre Amministrazioni", ha detto il Papa. "Sono infatti chiaramente in gioco, con la formazione delle persone, le basi stesse della convivenza e il futuro della società". Il Pontefice ha quindi incoraggiato a "un impegno convergente e di ampio respiro, attraverso il quale le istituzioni civili, ciascuna secondo le proprie competenze, moltiplichino gli sforzi per affrontare ai diversi livelli l'attuale emergenza educativa, ispirandosi costantemente al criterio-guida della centralità della persona umana". Da questo punto di vista, ha spiegato, hanno "un'importanza prioritaria il rispetto e il sostegno per la famiglia fondata sul matrimonio". Al giorno d'oggi, ha denunciato, si verificano "insistenti e minacciosi" attacchi e incomprensioni "nei confronti di questa fondamentale realtà umana e sociale". "E' quindi quanto mai necessario che le pubbliche Amministrazioni non assecondino simili tendenze negative, ma al contrario offrano alle famiglie un sostegno convinto e concreto, nella certezza di operare così per il bene comune", ha concluso. (permalink Zenit con l'articolo completo)

martedì 8 gennaio 2008

Aborto: la battaglia culturale non accetta tiepidezze

"Molti cattolici impegnati nella politica hanno preoccupazioni giuste. Non sono tra coloro che imputano alla Dc (e ai suoi eredi) eccessi di diabolica prudenza nella gestione della valanga indifferentista che negli ultimi decenni ha afferrato il mondo e, in parte, l’Italia. La 194 fu il massimo del minimo (danno), la prudenza nel maneggiarla è comprensibile. Ma la battaglia culturale, quella no, non sopporta secondo me tiepidezze". Sono le parole che Giuliano Ferrara ha scritto su “Il Foglio” dell’8 gennaio in risposta a un lettore che ironizzava sulla prudenza invocata da Pier Ferdinando Casini a proposito di Legge 194. Aldilà del giudizio contingente, Ferrara tocca un nodo cruciale che aiuta a leggere le diverse reazioni dei cattolici al ciclone che lo stesso Ferrara ha scatenato proponendo una moratoria internazionale sull’aborto, impegnandosi a un digiuno vero durante le feste di Natale per sostenerlo, e impegnando Il Foglio in una battaglia culturale e giuridica – un emendamento alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo – che non ha precedenti nel nostro Paese.L’iniziativa di Ferrara ha immediatamente fatto invecchiare le diatribe delle precedenti settimane in casa cattolica intorno alla presunta “immodificabilità” della Legge 194. Ferrara, e le reazioni che ha suscitato, dimostra che di modifiche alla 194 si può parlare eccome. Non che questo garantisca la sua modifica, ma è apparso evidente che l’autocensura su questo tema equivale alla complicità.Tornando alla frase citata all’inizio, ciò che appare importante sottolineare è che giustamente Ferrara divide il compito del politico da chi politico non è. E se in politica è necessario essere prudenti per non compromettere il miglior risultato possibile, sul piano culturale “le tiepidezze” sono inaccettabili. Ecco il punto sulla posizione dei cattolici: leggendo le paginate del Foglio dedicate ai messaggi e alle adesioni dei lettori, si capisce che la base cattolica, singoli fedeli, famiglie e associazioni, sta aderendo con entusiasmo all’iniziativa di Ferrara, con cui è in perfetta sintonia. Molta più prudenza e distinguo vari si trovano invece – a parte i politici – nelle dichiarazioni di alcuni leader e opinionisti. Si ha l’impressione che a volte, in chi dovrebbe condurre la battaglia culturale, prevalga una preoccupazione politica che non gli dovrebbe essere propria. Ci auguriamo che la spinta che arriva dalla base trascini – come già accaduto a proposito della Legge 40 – anche i vertici. Anche per evitare che a proposito della Legge 194 nel trentennale della sua approvazione - si affermino delle convinzioni errate sulla dottrina morale e sociale della Chiesa.
Riccardo Cascioli

lunedì 7 gennaio 2008

Le fiabe sono vere

Le fiabe dicono più che la verità. E non solo perché raccontando che i draghi esistono, ma perché affermano che si possono sconfiggere.
(G. K. Chesterton in "Ortodossia")

Arte sacra