venerdì 18 aprile 2008

Sinistra ottusa: piglia e porta a casa!

STRANA OTTUSITÀ DAVANTI AL VOTO
Quel vizio antico di ritenersi i migliori
Dopo il vertice del Pd, l’ex ministro Gentiloni sinte­tizza l’analisi del voto: «Non abbiamo intercettato il consenso del Nord perché è prevalso un sentimento diffuso di risentimento soprattutto nei confronti dei provvedimenti del governo, che non sono stati capiti». Dove ciò che colpisce, e che d’altronde ricorre con qual­che variante come un leit motiv nei commenti politici, è che quelli che «non hanno capito» so­no sempre gli elettori. Non hanno capito Prodi, e nemmeno Veltroni; o, lamenta la Sinistra Ar­cobaleno, «ci hanno interpretati come un resi­duato ». Errori di 'interpretazione', equivoci, misundertanding, per la sinistra sconfitta stan­no tutti dalla parte degli elettori. Che, pare di comprendere, in certe valli e città del Nord – e anche del Sud – devono essere un po’ ottusi. O peggio. Le lettere su 'Repubblica', trasudano amarezza. «Accorgersi che l’ignoranza è il più letale dei mali, e che in Italia abbonda, e che l’I­talia ha trovato qualcosa di più divertente da fa­re che onorare i valori della Resistenza», geme una lettrice. «Mi aspettavo più coscienza. Credo che tutti abbiano votato chi prometteva più fur­berie, più scappatoie», scrive un’altra. Come a dire che la maggioranza degli italiani si è rivela­ta, il 13 aprile, ignorante, incosciente, fascista e furbetta. La supponenza di essere – cultura e politica della sinistra – superiore, per definizio­ne e per sempre. A fronte di ciò, il pessimo ri­sveglio davanti alla vittoria di Berlusconi, e all’e­splosione addirittura della Lega. Incredibile. Nei giornali giusti, fra le grandi firme, non se ne era avuto sentore. Anzi: Eugenio Scalfari, grande maestro del giornalismo democratico e corretto, aveva annunciato un suo presentimento: «Con avversari di questo livello non si può perdere. Gli elettori cominciano a capirlo. Io sono pronto a scommetterci». Intanto, gli elettori andavano convincendosi esattamente del contrario.Le maggiori testate italiane da molto tempo so­no ispirate da un pensiero pressoché unico. È un fatto anche generazionale: buona parte degli uomini e delle donne che oggi dirigono questi giornali o ne firmano i commenti più autorevoli, si sono formati negli anni Settanta. Magari poi da quella cultura hanno preso le distanze, ma ne mantengono un imprinting indelebile: sini­stra è bello, democratico, giusto. Destra, è fasci­sta e ignorante. Cattolico poi è, ovviamente, o­scurantista – a meno che non sia cattolico 'democratico' e progressista, meglio ancora se in conflitto con le gerarchie della Chiesa.Questo spiega lo sbalordimento collettivo dopo il referendum sulla legge 40. E anche un po’ quello di oggi, quando si scopre che in certi paesi veneti o lombardi han preso il 20, 30, an­che 40% quegli 'zotici' della Lega. Che sono sempre stati considerati – ammette 'l’Unità' – «commercianti in odore di evasione, valligiani spaesati, capitalisti molecolari terrorizzati dalla globalizzazione». Ma che devono essersi allarga­ti, se han preso il 10% a Sesto San Giovanni, la ex Stalingrado d’Italia. E che, se pure a guardarli dai salotti corretti sono dei poveri selvaggi, tut­tavia devono avere delle ragioni che non sono state comprese.Un’informazione allineata sulle sue certezze i­deologiche non aiuta a capire la realtà. Serve piuttosto a confortare, in uno specchio autore­ferenziale, la classe politica cui fa riferimento. Che a sua volta vuol credere che gli editoriali di Scalfari siano il pensiero degli italiani. Lunedì sera ci è venuta in mente la Conferenza nazio­nale sulla famiglia promossa dal governo Prodi, a Firenze, un anno fa. « Question time con le do­mande delle famiglie», fu annunciato. Ma non era che uno si alzava, e domandava al premier ciò che voleva. Gli interventi e le domande era­no stati preventivamente preparati. Un garbato dibattito fra amici. Nessuno in aperto dissenso. Poi, le famiglie italiane sono andate a votare.
Marina Corradi
Avvenire - 17/04/2008

lunedì 14 aprile 2008

Aborto e divorzio, peccati gravissimi

Il giudizio etico della Chiesa a riguardo del divorzio e dell’aborto procurato è chiaro e a tutti noto: si tratta di colpe gravi che, in misura diversa e fatta salva la valutazione delle responsabilità soggettive, ledono la dignità della persona umana, implicano una profonda ingiustizia nei rapporti umani e sociali e offendono Dio stesso, garante del patto coniugale ed autore della vita. E tuttavia la Chiesa, sull’esempio del suo Divino Maestro, ha sempre di fronte le persone concrete, soprattutto quelle più deboli e innocenti, che sono vittime delle ingiustizie e dei peccati, ed anche quegli altri uomini e donne, che avendo compiuto tali atti si sono macchiati di colpe e ne portano le ferite interiori, cercando la pace e la possibilità di una ripresa.
Per leggere l'intero intervento del Papa clicca qui

lunedì 7 aprile 2008

Le «eco-balle» e l'enigma del riscaldamento globale

«Le temperature a livello mondiale diminuiranno quest'anno a causa della corrente della Niña, nell'Oceano Pacifico, il che spinge diversi scienziati a chiedersi se il riscaldamento globale esista veramente». Così scriveva il britannico Daily Mail di venerdì, dando conto per altro del parere del World Meteorological Organization, secondo cui il decennio 1998-2007 sarebbe stato da record per quanto riguarda l'aumento delle temperature e nuovi record sarebbero in arrivo nei prossimi anni. Cosa che non convince affatto, però, Jennifer Marohasy, biologa australiana e senior fellow dell'Institute of Public Affairs di Melbourne, che in un'intervista su Abc Radio National, lo scorso 22 marzo, ha dichiarato: «C'è stato un raffreddamento, se si prende il 1998 come punto di riferimento. Di fatto il presidente dell'Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate change) lo ha riconosciuto [...] Ha ammesso che negli ultimi otto anni, in questo secolo, la temperatura è rimasta piatta, nonostante i livelli di Co2 siano continuamente cresciuti, il che dovrebbe far salire le temperature. È qualcosa di inaspettato, ma di cui non si discute».
Sono alcuni scampoli di un dibattito internazionale che verte sulla realtà, ben prima che sull'entità, del global warming, un fenomeno affermatosi mediaticamente con la forza dei luoghi comuni proprio mentre nella comunità scientifica si moltiplicavano dubbi e scetticismi.
E proprio ai mille motivi che inviterebbero a una sana diffidenza per quanto riguarda la vulgata del riscaldamento globale è dedicato Che tempo farà. Falsi allarmismi e menzogne sul clima (Piemme, pagine 224, euro 12,50) di Riccardo Cascioli e Antonio Gaspari, appena uscito in libreria. I due giornalisti sono un po' pionieri in Italia nella controinformazione sui temi legati all'ambientalismo e alla popolazione: Cascioli con il Complotto demografico (Piemme 1996), Gaspari con Da Malthus al razzismo verde (XXI secolo, 2000). Insieme hanno rincarato la dose negli ultimi anni con due piccoli best seller, Le bugie degli ambientalisti (volume 1 e 2, Piemme) oltre che con la creazione di una agenzia on-line sugli stessi argomenti, Svipop (Cascioli), e l'associazione Cristiani per l'ambiente (Gaspari). Il loro ultimo lavoro è una disamina irriverente, dalla spiegazione di come funziona realmente l'Ipcc, il potente organo intergovernativo che 'detta' la linea in materia di allarmi ecologici e di cui si tende a dimenticare la natura politica oltre che scientifica, alla vexata quaestio dello scioglimento dei ghiacciai e dell'innalzamento degli oceani, alla ricostruzione della storia del clima, fino alle più smaccate derive ideologiche dei sedicenti difensori del Pianeta: come il proclama di Al Gore, alla conferenza di Bali sui cambiamenti climatici, lo scorso dicembre:
«La battaglia per il clima e la salvezza della Terra è il nuovo antifascismo nel mondo». Il tutto inframmezzato da «eco-balle», pagine dedicate a singole
mistificazioni: dal falso scoop del New York Times, nel 2000, su un immenso lago artico esito del riscaldamento climatico al Polo Nord (poi smentito dallo stesso giornale: trattavasi di un normale accadimento estivo), all'«invasione» di meduse nelle acque del Tirreno meridionale la scorsa estate, dovuta secondo i media all'aumento di CO2 e alla conseguente «tropicalizzazione del Mediterraneo» (peccato che la medesima invasione si sia verificata sulle coste dell'Irlanda del Nord, in un periodo di abbassamento insolito della temperatura delle già fredde acque).
Insomma, un sasso nello stagno del dibattito italiano sul global warming.La cui refrattarietà ad accogliere voci critiche genera spesso un soffocante effetto serra.
(Andrea Galli su Avvenire)

giovedì 3 aprile 2008

Ortodossia

Taluni hanno preso la stupida abitudine di parlare dell’ortodossia come di qualche cosa di pesante, di monotono e di sicuro. Non c’è invece, niente di così pericoloso e di così eccitante come l’ortodossia: l’ortodossia è la saggezza, e l’esser saggi è più drammatico che l’esser pazzi; è l’equilibrio di un uomo dietro cavalli che corrono a precipizio, che pare si chini da una parte, si spenzoli da quell’altra, e pure, in ogni atteggiamento, conserva la grazia della statuaria e la precisione dell’aritmetica.
G. K. Chesterton

Arte sacra