martedì 28 ottobre 2008

Il potere mondano che soffoca (III tentazione)

In questa lezione si invita a riflettere sulla terza tentazione di Gesù nel deserto, prima dell’inizio della sua missione che durerà tre anni e che si concluderà nella sua dolorosa passione e crocifissione e nella gloriosa resurrezione. Nella terza tentazione il demonio porta Gesù su un alto monte e gli propone di adorarlo offrendo in cambio il potere e di avere tutti i regni della terra. Il potere seduttore distorce la pienezza della verità e indica vie alternative ideologiche e menzognere all’unica via che fa “la volontà del Padre”. La tentazione progressista. Il cristiano deve disobbedire allo stato quando questo comanda cose contro la volontà divina.

lunedì 27 ottobre 2008

Il successo mondano (II tentazione)

La seconda tentazione nel “Gesù di Nazaret” nel deserto. Il demonio prende Gesù, lo porta sul pinnacolo e lo invita a buttarsi giù affinché tutti, vedendo il miracolo di una discesa incolume, lo acclamino Messia. Il diavolo tenta con il successo umano e con la spettacolarità usando abilmente le Sacre Scritture. La teologia può diventare uno strumento dell’Anticristo, come scrive nel suo “Racconto dell’Anticristo” Vladimir Solovev citato dal Papa. Un esempio di oggi di tale teologia: Vito Mancuso.

Rivoluzione morale

“Per una rivoluzione morale servono un più pungente dispiacere e un più pungente piacere: il primo per vedere il mondo come il castello dell'orco da smantellare e il secondo per ricostruirlo dalle macerie come una casa dove tornare la sera”.
(G. K. Chesterton)

venerdì 17 ottobre 2008

Confutazione del marxismo (I tentazione)

In questa lezione si rilegge una piccola parte del libro di Papa Benedetto XVI “Gesù di Nazaret” nella quale il Papa tratta della prima tentazione di Gesù nel deserto, la tentazione del pane. Si scopre come questa sia la tentazione del materialismo di stampo marxista.

Contro la superbia della "ragione" scientifica

CITTA' DEL VATICANO, 16 OTT - ''La scienza non e' in grado di elaborare principi etici'' ed ha bisogno della tutela della fede e della teologia. Con parole inequivocabile, papa Ratzinger ha messo in guardia oggi contro i pericoli dell'autosufficienza rivendicata da molti scienziati che, se svincolati dalla morale, possono finire per inseguire il ''facile guadagno'' o, peggio ancora, ''l'arroganza di sostituirsi a Dio'', con tutti pericoli che ne conseguono per l'umanita'. Un discorso pronunciato stamane dal pontefice davanti ai partecipanti al convegno sui dieci anni della ''Fides e Ratio'', l'enciclica in cui Giovanni Paolo II descrisse la fede e la ragione come le due ali dello spirito umano. Il Papa ha chiarito che una totale autonomia della scienza rischia di essere pericolosa per la stessa umanita'. Incapace di delinearsi una morale, la scienza - ha spiegato - ''puo' solo accogliere i principi etici e riconoscerli come necessari per debellare le sue eventuali patologie''. In questo contesto, ha aggiunto, ''la filosofia e la teologia diventano degli aiuti indispensabili''. ''Cio' non significa affatto limitare la ricerca scientifica o impedire alla tecnica di produrre strumenti di sviluppo: consiste piuttosto nel mantenere vigile il senso di responsabilita' che la ragione e la fede possiedono nei confronti della scienza , perche' permanga nel solco del suo servizio dell'uomo''. Ai convegnisti ha spiegato che vi e' stato infatti ''uno slittamento da un pensiero prevalentemente speculativo a uno maggiormente sperimentale''. La ricerca moderna si e' rivolta soprattutto all'osservazione della natura ''nel tentativo di scoprirne i segreti''. E qui, ad avviso del Papa, sono nati i problemi: infatti ''il desiderio di conoscere la natura si e' poi trasformato nella volonta' di riprodurla''. ''La fede non teme il progresso della scienza e gli sviluppi a cui conducono le sue conquiste quando queste sono finalizzate all'uomo, al suo benessere e al progresso di tutta l'umanita'''. ''Avviene, tuttavia - ha ammonito - che non sempre gli scienziati indirizzino le loro ricerche verso questi scopi''. ''Il facile guadagno o, peggio ancora, l'arroganza di sostituirsi al Creatore svolgono, a volte,un ruolo determinante'', ha denunciato. ''E' questa - ha concluso - una forma di hybris (superbia) della ragione, che puo' assumere caratteristiche pericolose per la stessa umanita'''

venerdì 10 ottobre 2008

Il rapporto fra potere temporale e spirituale

In questa lezione si spiega, col testo di Papa Benedetto XVI “Gesù di Nazaret” al capitolo 1, quale debba essere il rapporto fra il potere temporale e il potere spirituale rileggendo alcune pagine dei Vangeli. Il potere temporale deve rispettare la giusta gerarchia e mettere le proprie funzioni a servizio del bene totale dell’uomo e della società, che in ultimo è la salvezza eterna. Quando il potere temporale si arroga diritti e competenze divine i cristiani devono disobbedire per obbedire a Dio, e così diventano testimoni, martiri.

Arte sacra