giovedì 6 dicembre 2012

Il Vescovo di Verona licenzia Giovanni Zenone: troppo cattolico!

Colpito il nostro Direttore per colpire Fede & Cultura
Affermiamo la nostra piena e affettuosa solidarietà al prof. Giovanni Zenone, che con grande competenza e abnegazione dirige la Casa Editrice Fede & Cultura, che in questi anni si è affermata come una delle più vivaci e qualificate voci della cultura cattolica. Preghiamo per lui e per la sua famiglia, e preghiamo perchè la Santa Chiesa ritrovi l'Unità nella Fede.

Paolo Deotto, Direttore di Riscossa Cristiana


di Francesca Castellaneta
Può un Vescovo togliere l’insegnamento della religione cattolica ad un docente con più titoli degli altri, fedele alla Chiesa, assiduo alla preghiera, ai sacramenti, sposato con sei figli? Può far relegare quell’insegnante al ruolo di bidello in una biblioteca raddoppiando le sue ore di lavoro? Può umiliarlo così nella sua vocazione?  Può una Diocesi motivare la rimozione con presunte “carenze pedagogiche e didattiche”, nonostante il fatto che personalità della cultura e della Chiesa Cattolica (tra cui Padre Giovanni Cavalcoli, già Officiale della Segreteria di Stato della Santa Sede) siano intervenuti a suo sostegno e che almeno tre dei suoi alunni abbiano manifestato la volontà di entrare in Seminario?

Sì che può. Nonostante il premio “Attilio Mordini” ricevuto dal Professore dall’Associazione Europea Scuola e Professionalità docente nel 2008, nonostante il premio Vaticano “Giuseppe Sciacca” che tre mesi dopo la rimozione gli veniva attribuito dal Cardinale Castrillon Hoyos con la seguente motivazione: “Docente di straordinaria perizia e qualità pedagogiche, ha dato impulso alla diffusione di una sana cultura teologica e storica, scevra da compromessi ideologici e unicamente orientata a superiori finalità spirituali
nel rispetto della verità oggettiva, secondo il perenne insegnamento del Magistero della Chiesa”, nonostante l’apprezzamento e la benedizione di Papa Bendetto XVI che conserva nel suo studio privato più d’un libro pubblicato dalla casa editrice che Zenone dirige.

È accaduto a Giovanni Zenone, il quale, oltre che insegnante, è direttore di “Fede & Cultura”: 280 titoli pubblicati negli ultimi sette anni, per diffondere nell’intero Paese gli insegnamenti cristiani. Tra questi, uno degli ultimi s’intitola “Da servo di Pannella a figlio libero di Dio”, di Danilo Quinto, con prefazione di Mons. Luigi Negri, e sta riscuotendo un grande successo. Nel mese di ottobre, il Vescovo di Verona, Mons. Giuseppe Zenti, ha confermato alla madre di Zenone la decisione presa due anni fa di estromettere suo figlio dall’insegnamento. Non sono bastati due anni di “espiazione” oppure sono sopraggiunti nuovi motivi? Magari proprio la pubblicazione del libro di Quinto? Può essere, considerato il numero di “amici” che i radicali annoverano dappertutto, anche tra i cattolici e gli ecclesiastici.

Finora, Zenone ha ubbidito alla decisione, in silenzio. Non si è ribellato. Ha fatto ricorso al Vescovo ma è stato respinto. Ha sofferto soprattutto sul piano esistenziale. “Mi hanno sottratto, con una motivazione paradossale, una parte essenziale della mia vita – racconta – quella legata alla formazione umana e spirituale dei giovani”. Mentre i militanti di ideologie secolarizzate e anticlericali minacciano e cercano di condizionare gli insegnanti di religione, con questo licenziamento è come se il vescovo di Verona desse ragione a Pannella e torto a un insegnante cattolico di prim'ordine che fa un’opera apologetica di portata nazionale. Ha ragione Paolo VI: il fumo di Satana è entrato nella Chiesa. E non da una fessura: dal portone principale della cattedrale.

Zenone ha sofferto anche perché ora deve sottrarre molte ore alla famiglia numerosa e al suo lavoro di editore, rischiando di mettere in una grave crisi economica questa realtà.

È inspiegabile lo zelo e la durezza con cui alcuni funzionari della Diocesi di Verona si sono accaniti contro  Giovanni Zenone, senza prendere in alcuna considerazione le numerose eccezioni giuridiche e procedurali presentate dal suo legale Abbondio Dal Bon. “Non mi resta – sostiene Zenone – che procedere con un ricorso canonico alla Santa Sede e uno civile per contrastare e respingere quella che appare come una gravissima ingiustizia. Per ora, appare come una storia di persecuzione, incomprensibile e deleteria per l’immagine e l’identità di una Diocesi intera.

da Riscossa Cristiana, 6 dicembre 2012

8 commenti:

demetrio ha detto...

Caro professore,lei è stato punito perchè da voce a verità scomode.Ma non si avvilisca, pregheremo in tanti per lei e vedrà che qualcosa cambierà.Demetrio e famiglia

alex ha detto...

Un vescovo toglie ad un insegnante la facoltà di insegnare per carenze didattiche (vere o presunte che siano); e tre mesi dopo, un cardinale consegna allo stesso (ex) docente un premio per la straordinaria perizia pedagogica . . . .beh . . . stride a dir poco !!
Va da sè che uno dei due deve aver preso una cantonata mica indifferente . . . . .
Potrebbe essere utile sapere, chi dei due s'è mai preso la briga di andare in classe ad assistere ad una lezione . . . . (probabilmente nessuno dei 2 !).
L'unica perplessità che mi permetto di esprimere è: saranno più fondate le voci giunte all'orecchio del vescovo di Verona, o quelle giunte ad un cardinale che se ne sta seduto a Roma ? . . . . dovevano essere ben forti per giungere fin là!

PB ha detto...

Gent Alex Lei pare molto ben informato delle "voci" giunte all'orecchio del Vescovo! Eppure, anceh se invece di voci fossero clamori, o calunnie, la sostanza non cambierebbe: licenziare uno come Zanone è una cosa inconcepibile. Tali metodi, degni di altri tempi oscuri e di altri Paesi dove oggi stesso vige la persecuzioen contro i Cristiani, si commentano da soli.

PB ha detto...

gent sig Alex Lei per parlare così mi sembra molto informato delle "voci"! ma anche se invece di voci fossero clamori, la decisione di licenziare Zenone resta del tutto inconcepibile. Questi metodi degni di altri tempi si commentano da soli a prescindere dalle eventuali "voci" curiali o meno.
Paolo

adyton.tokyo ha detto...

Che Giovanni Zenone abbia "ubbidito in silenzio", lo si può dire unicamente come artifizio retorico per garbati elogi di rito. Mi sembra che questo blog sia fin troppo eloquente.
Ad ogni modo, signor Zenone, condivido in sostanza alcune sue posizioni, ma i modi e il linguaggio lo ritengo essenzialmente errato e alquanto superficiale. La forma compromette la sostanza, soprattutto se non è ben argomentata e più che essere utile al bene di una comunità, può creare ulteriori confusioni e fratture.
Auspico che Lei possa maturare in questo senso; ci sono ottimi modelli nell'ortodossia cattolica.

Unknown ha detto...

gentile PB, la decisione del vescovo potrà sembrarLe ingiusta, forzata, incongrua, eccessiva, ma "inconcepibile" è un'altra cosa ! Se al vescovo di Verona sono giunti clamori, per far arrivare una voce a Roma, da Verona dev'essere partito un boato fragoroso . . . . strano che a Verona, questo boato lo abbiano sentito pochi intimi.
Mi concede d'essere quantomeno perplesso ?

Giovanni Zenone ha detto...

Il Papa ha citato quasi testualmente il mio libro A sinistra di Dio. Vediamo se farà altrettanto con le sciocchezze scritte da chi ha voluto sputtanarsi in mondovisione in un confronto con la strega atea Hack e prima si era premurato di estromettermi dall'insegnamento!

Anonimo ha detto...

Ovviamente non pubblicherà questi commenti ma a me basta che lei li legga... Non insulti la Hack che è decisamente più intelligente e colta di lei.
Si dimostra come al solito un anacronistico bigotto del cazzo. Siamo nel 2015.