sabato 9 giugno 2018

Il successore di Pietro manca nel mantenere e trasmettere fedelmente e in unità il deposito della fede

Dopo l'incontro sull'intercomunione con i luterani esce allo scoperto il cardinale Arcivescovo di Utrecht: «No a comunione ai protestanti, anche se sposati con un cattolico. La prassi della Chiesa Cattolica, fondata sulla sua fede, non si cambia a maggioranza o all'unanimità. Vedo che i vescovi e soprattutto il successore di Pietro mancano nel mantenere e trasmettere fedelmente e in unità il deposito della fede e penso alla prova finale che dovrà attraversare la Chiesa»
Intervento del Cardinale Arcivescovo di Utrecht,
Willem Jacobus Eijk, 09 giugno 2018

“La Conferenza Episcopale Tedesca ha votato a grande maggioranza a favore di direttive che implicano che un protestante sposato con un cattolico possa ricevere l’Eucaristia dopo aver sodisfatto una serie di condizioni: deve aver effettuato un esame di coscienza con un sacerdote o con un’altra persona con responsabilità pastorali; deve aver affermato la fede della Chiesa Cattolica, oltre ad aver “desiderato di porre fine a “gravi disagi spirituali” e deve avere un “desiderio di soddisfare la brama per l’Eucaristia.”
Sette membri della Conferenza Episcopale Tedesca hanno votato contro queste direttive e hanno chiesto il parere di alcuni dicasteri della Curia Romana. La conseguenza è stata l'invio di una delegazione della Conferenza Episcopale Tedesca che ha parlato a Roma con una delegazione della Curia Romana, fra cui il prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
La risposta del Santo Padre, data tramite il prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede alla delegazione della Conferenza Tedesca, e cioè che la Conferenza deve