domenica 21 giugno 2015

Vogliamo la testa di mons. Galantino

di Lorenzo Penotti
Sono stato con la tutta la mia famiglia, nonostante la fatica e la spesa, a Roma al family day con un milione e più di persone. Per manifestare non solo PER la famiglia, l'unica che esiste, quella cioè fatta di mamma, papà e figli, ma anche CONTRO l'indottrinamento gender, contro le unioni civili, contro il cosiddetto matrimonio gay, contro l'omosessualità spacciata per diritto e come un bene, contro la discriminazione che la famiglia vera subisce da questo stato nel quale se si é conviventi, separati, divorziati si hanno vantaggi fiscali rispetto a se si é sposati e con famiglia numerosa. Il segretario della Cei Galantino dopo aver combattuto contro il family
day prima che si facesse, dopo aver fatto di tutto perché andasse a monte nonostante la volontà e le parole del Papa, non ha trovato di meglio che denigrarlo insultando Kiko Argüello che da solo ha portato mezzo milione di persone in piazza. Ora la piazza, la gente, il popolo vero ha dimostrato ai politici e ai preti di professione cosa vogliamo, con che forza lo vogliamo. Noi siamo il Popolo, noi siamo la vera volontà popolare, mentre non lo sono né le lobby di invertiti che rappresentano solo lo 0,2% della popolazione sebbene abbiano il 95% della visibilità mediatica, né la massoneria ecclesiastica di cui mons. Galantino sembra essere un esponente di spicco grazie al suo plateale tradimento dei valori evangelici, di verità, di missione ecclesiale. Ora con la stessa forza con cui, infischiandocene delle bubbole politicamente corrette abbiamo manifestato, credo sia il momento di dire alla Chiesa dei traditori, dei venduti, degli omosessuali praticanti, della lobby gay clericale, della clerico-massoneria che devono essere dimessi a forza tutti. Fuori dalle scatole, fuori dalla Chiesa di cui non siete parte anche se occupate i posti più cospicui. Vogliamo la testa di mons. Galantino, e la vogliamo con la stessa forza con cui si chiede quella di un cane rognoso dopo che ha azzannato un essere umano. Vogliamo che ne sia castigato uno per educarne mille, prima di doverlo fare noi.

Nessun commento:

Arte sacra