sabato 13 aprile 2013

Ma perché poi una donna?

di Giovanni Zenone
Gli asini in coro ragliano "Una donna in Quirinale!". Anche tanti pseudo-cattolici del dialogo, del compromesso, della svendita dei valori non negoziabili ai saldi di fine stagione si sono uniti a questo coro ragliante. Non si trova chi si ponga la semplice domanda della ragione e della tradizione: ma perché mai ci vorrebbe una donna come presidente della nostra repubblica delle banane? Perché mai, poi, fra tutte le donne proprio una lesbica rinomata e incallita? Da quando in qua l'autorità è rappresentata dalla donna? Questo  empio progetto fa parte del gran disegno rivoluzionario che vuole sovvertire l'ordine naturale con una sua
scimmiottatura invertita. Se vogliamo vedere cosa significhi lo sfacelo provocato dal femminino che si mette al posto del mascolino in campo istituzionale basta osservare la putrefazione sociale cui è giunta l'Inghilterra e gli stati del nord Europa che hanno regine al posto dei re, donne al governo al posto degli uomini.
Che di uomini con le palle sia difficile trovarne, capaci cioè di vero governo, con polso saldo, è verissimo, ed è parte della crisi del maschio e del padre in cui languisce la nostra epoca. Ma ciò non significa che si debba proporre come soluzione un'inversione in senso lesbico-femminista. L'uomo deve tornare ad essere uomo e la donna ad essere donna, ciascuno con le sue prerogative e competenze. Finiamola con queste idiozie sovversive delle quote rosa e diamoci, se proprio si vuole insistere nell'esperimento fallito della democrazia, un presidente che sia uomo di governo, un vero duca, che guidi l'Italia fuori dal guado democratico e della crisi, dovuta in buona parte proprio alla logica democratica di accontentare tutti per conservare la poltrona.

5 commenti:

alex ha detto...

democrazia fallita ?
forse si . . . . ma la colpa è degli elettori o degli eletti ?

Matteo ha detto...

Rinnovando la mia vergogna nell'averla avuta come educatore e ringraziando il nostro vescovo per averla cacciata dall'insegnamento, la informo della mia grande gioia nel leggere su tutti i giornali che sua eccellenza Emma Bonino è stata nominata ministro degli esteri.

Senza cordialità.
Matteo.

Federica Gamberini ha detto...

Caro giovanni sono francesca, moglie di tuo cugino michele
e desidero lasciare un commento ai tuoi scritti e pensieri: ma ti rendi conto di dire una marea di cazzate? Non voglio aggiungere altro se non che provo una gran tenerezza per tua moglie e i tuoi figli e che le parole piu' sagge del tuo blog sono quelle del tuo ex-alunno.

Giovanni Zenone ha detto...

Cara Francesca, le tue argomentazioni sono un po' deboli.

Anonimo ha detto...

Testualmente dall'indirizzo:
http://www.preghiereagesuemaria.it/libri/venuti%20dall'aldila.htm
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Nella biografia della signorina Edvige Carboni, morta a Roma in concetto di santità nel 1952, a settantadue anni, si legge:
«Un giorno nel 1950 apparve a Edvige una giovane donna e le disse: "Io giaccio morta a tal punto. Sono nel Purgatorio, ma dovrò starci del tempo, perché Gesù non vuole che le donne facciano ciò che fanno gli uomini; desidera che esse restino in casa come ai tempi passati a compiere i loro doveri di mamme e di spose".
L'infelice giovane era precipitata in un burrone durante una scalata a una vetta alpina in compagnia di una guida». Il biografo dice di non voler commentare né polemizzare.
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Arte sacra