martedì 2 novembre 2010

Amicizia

La lettura è una forma di amicizia. Ma è quanto meno un'amicizia sincera e, per il fatto di rivolgersi a un morto, un assente, ha qualcosa di disinteressato, quasi commovente. È inoltre un'amicizia libera da tutte le caratteristiche che rendono sgradevoli le altre. [...] Nella lettura l'amicizia viene di colpo restituita alla sua primitiva purezza. Con i libri non sono necessarie cortesie. Sono amici con i quali trascorriamo la serata solo se davvero lo desideriamo. E, loro almeno, spesso li lasciamo con rimpianto. Quando poi li abbiamo lasciati, niente pensieri di quelli che avvelenano l'amicizia: Che cosa hanno pensato di noi? - Non avremo mancato di tatto? - Saremo piaciuti? - né timore di venir dimenticati per qualcun altro. Tutti questi turbamenti dell'amicizia svaniscono sulla soglia di quella amicizia pura e calma che è la lettura. Neppure è necessaria la deferenza; ridiamo di quello che ci dice Molière soltanto nell'esatta misura in cui lo troviamo divertente; quando ci annoiamo non ci preoccupa avere l'aria annoiata, e quando siamo proprio stanchi di stare con lui lo rimettiamo bruscamente al suo posto, come non fosse né un genio né una celebrità. L'atmosfera di questa amicizia pura è il silenzio, più puro della parola.
(Marcel Proust, Giornate di lettura)

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