venerdì 2 novembre 2007

Società democratica, relativismo e obiezione di coscienza

Il relativismo che guida spesso la legislazione nei paesi occidentali pone il cristiano di fronte a nuovi problemi di coscienza. E’ questo il caso di leggi che rendano legale l’aborto o l’eutanasia. Giovanni Paolo II aveva detto che “Leggi di questa natura non solo non creano alcun obbligo per la coscienza, anzi impongono un grave e preciso obbligo di opporvisi mediante l’obiezione di coscienza” (Evangelium vitae, 73). I casi di aborto ed eutanasia non sono però più i soli a richiedere l’obiezione di coscienza. Benedetto XVI ha richiamato di recente l’obbligo di obiezione di coscienza per i Farmacisti. Pensiamo ad un infermiere che opera in un ospedale in cui si pratichino aborti. Pensiamo a degli impiegati di un Municipio ove si registrino unioni civili di persone dello stesso sesso. Pensiamo ad un lavoratore di un laboratorio in cui si pratichino selezioni di embrioni umani oppure ai lavoratori di case editrici o televisive che producano materiale pornografico oppure a tanti avvocati o magistrati che si trovano ormai spesso davanti a situazioni limite. L’obiezione di coscienza è ormai un problema politico. Per questi motivi bisogna intraprendere una approfondita riflessione sull’obiezione di coscienza in politica, vista come “resistenza” ma anche come “ripresa”, ossia come un impegno non solo negativo ma anche positivo e propositivo. Contemporaneamente all’allargamento dei casi in cui si è chiamati all’obiezione di coscienza si assiste anche a frequenti negazioni di questo diritto. Ambedue le cose sono dovute al relativismo, il qualche mostra così la sua intima contraddizione. Esso propone una libertà di coscienza pressoché totale, ma quando un impiegato comunale si rifiutasse di registrare una coppia omosessuale, quello stesso relativismo glielo impedirebbe, denuncerebbe quella libertà di coscienza come imposizione e violenza verso la libertà di coscienza. E’ uno degli aspetti più sottili della “dittatura del relativismo”.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Senti tesoro, ti pare che un impiegato comunale sia investito dell'autorità per determinare la vita e le scelte altrui??? un impiegato comunale ha il dovere di eseguire quanto prescritto dalla legge dello stato laico, per cui non vedo donde trarrebbe il diritto all'obiezione di coscienza...

Giovanni Zenone Ph.D. ha detto...

Caro "tesoro", hai detto una sciocchezza corposa. Ognuno ha diritto a fare obbiezione di coscienza quando gli si impone il male. L'impiegato comunale non determina la vita altrui, ma laddove gli si imponga di fare un male morale non deve assolutamente obbedire al cosiddetto stato laico (che non esiste). Il diritto all'obbiezione di coscienza non è una concessione dello stato, ma un diritto innato nella personalità umana in quanto tale. Altrimenti scadiamo nel totalitarismo comunista o nazista. I nazisti si difendevano dicendo: abbiamo obbedito agli ordini. Pessima difesa, perchè prima che allo stato devo obbedire al bene che ho il dovere di ricercare e vivere con tutta la mia scienza e coscienza.

GrossuSim ha detto...

Però, nel caso dell'impiegato suddetto, egli si troverebbe di fronte ad una scelta morale difficile: se egli si rifiutasse di registrare la coppia omossessuale probabilmente si ritroverebbe a rischiare il posto di lavoro e, quindi, il benessere della sua famiglia.
In fondo, la coppia sarebbe registrata solo a livello burocratico, su fredda carta, sostanzialmente egli non ha promosso l'omosessualità. Varrebbe davvero la pena di rischiare di compromettere la stabilità di una famiglia intera, la base della nostra società per una semplice questione formale?
(Ovviamente mi riferisco solo a questo caso)

Anonimo ha detto...

i nazisti sono quelli che sulla base di una discriminazione sessuale negano a degli altri esseri umani il diritto a una vita terrena felice e pure la speranza in una salvezza futura...costruttori di odio e morte, intolleranti e ben poco cristiani, anche se tali si proclamano

Giovanni Zenone Ph.D. ha detto...

Gli unici che fanno discriminazione sessuale sono i filo omosessuali che fanno della perversione una bandiera. Nessuno viene a spiare un pederasta per le sudicerie che fa, ma non pretenda che divengano un diritto pubblico. L'amico anonimo - cuor di leone, neh? - usa i termini del tutto a sproposito, secondo l'abuso tipico di chi al posto della testa usa l'ideologia. Che poi fare le sudicerie omosessuali porti la felicità è una falsità che ogni psicologo - che non sia prono di fronte alla pressione culturale della lobby omosessuale - può testimoniare. Che poi la pratica omosessuale porti alla dannazione non siamo noi cristiani a inventarcelo, ma Dio stesso. L'amico anonimo si vada a leggere la Bibbia. Un passo per tutti (ma non il più duro): "Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio" (1 Cor 6,9-10).

Giovanni Zenone Ph.D. ha detto...

Non sono graditi post blasfemi, che verranno puntualmente eliminati. Altrimenti dovrei rispondere per le rime e insultare quanto chi posta ha di più caro, ma non lo credo nè opportuno nè necessario. Quel tale cerchi invece di scoprire la vera fede e di seguirla, invece che le proprie opinioni personali. La fede infatti salva, le opinioni no. "Senza la fede però è impossibile essergli [a Dio]graditi; chi infatti s'accosta a Dio deve credere che egli esiste e che egli ricompensa coloro che lo cercano" (Eb 11,6).

Anonimo ha detto...

Mi perdoni, vorrei rivolgerle una domanda che ritengo importante.

-In questo blog non è bene accetto chi esprime ideali di sinistra.
-Non lo è neppure chi, pur non dando segno di atteggiamenti sinistrorsi, ha una visione che diverge dalla sua.
-Citare o interpretare la bibbia non è lecito (se non a lei).
-Chi desidera farsi inteprete di un messaggio cristiano diverso dal suo è giudicato blasfemo.

ora, io non voglio fare polemica, a differenza di altri che mi hanno preceduto. vorrei soltanto chiederle in che modo è consentito commentare i suoi interventi.
la prego, gentilmente, di rispondere.
non tanto per me, si figuri, quanto per chiarire la funzione del suo blog.