sabato 17 novembre 2007

L'anticristo teologo

“Oggi la Bibbia viene assoggettata da molti al criterio della cosiddetta visione moderna del mondo, il cui dogma fondamentale è che Dio non può affatto agire nella storia – che dunque tutto ciò che riguarda Dio deve essere collocato nell’ambito del soggettivo. Allora la Bibbia non parla più di Dio, del Dio vivente, ma parliamo solo noi stessi e decidiamo che cosa Dio può fare e che cosa vogliamo o dobbiamo fare noi. E l’Anticristo ci dice allora, in atteggiamento di grande erudito, che un’esegesi che legga la Bibbia nella prospettiva della fede nel Dio vivente, prestandogli ascolto è fondamentalismo; solo la sua esegesi, l’esegesi ritenuta autenticamente scientifica, in cui Dio stesso non dice niente e non ha niente da dire, è al passo con i tempi.
La disputa teologica tra Gesù e il diavolo è una disputa che riguarda ogni epoca e ha come oggetto la corretta interpretazione biblica, la cui domanda ermeneutica fondamentale è la domanda circa l’immagine di Dio. La disputa sull’interpretazione è in ultima istanza una discussione su chi è Dio. Questa discussione intorno all’immagine di Dio, di cui si tratta nella disputa sulla corretta interpretazione della Scrittura, si decide concretamente nell’immagine di Cristo: Egli, che rimasto senza potere mondano, è davvero il Figlio del Dio vivente?” (Joseph Ratzinger Benedetto XVI, Gesù di Nazaret, pp. 58-59).

Questo argomento il teologo Ratzinger, oggi Papa, lo tratta in rapporto alla seconda delle tre tentazioni in cui Matteo riporta la lotta interiore di Gesù per la sua missione, ma nello stesso tempo affiora anche la domanda su ciò che veramente conta nella vita degli uomini. E qui appare il nocciolo di ogni azione ordinaria di Satana, di ogni tentazione: Rimuovere Dio, che di fronte a tutto ciò che nella nostra vita appare più urgente sembra secondario, se non superfluo e fastidioso. Mettere ordine da soli nel mondo, senza Dio che se esiste va pensato come un mitico architetto, orologiaio che una volta creato il mondo, non c’entra più nella storia secolarizzata, ateizzata. Occorre contare soltanto sulle proprie capacità, riconoscere come vere, reali, con un uso ridotto della ragione, solo le realtà politiche e materiali empiricamente verificabili e lasciare da parte Dio come illusione soggettiva, è la tentazione che ci minaccia in molteplici forme, anche nel rapportarci con la Scrittura.
La seconda tentazione è da intendersi come una sorta di visione, in cui però è riassunta una realtà, una particolare minaccia per l’uomo e per l’incarico di Gesù. Per attirare Gesù nella sua trappola il diavolo cita la Sacra Scrittura. Cita il Salmo 91,11s che parla della protezione che Dio garantisce all’uomo fedele che anziché scendere dal pinnacolo del Tempio attraverso la scala, si butta nel vuoto: “Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi. Sulle loro mani ti porteranno perché non inciampi nella pietra il tuo piede” (vv. 11s).
“Il diavolo – commenta Joseph Ratzinger Benedetto XVI in Gesù di Nazaret – si rivela conoscitore della Scrittura, sa citare il Salmo con esattezza. L’intero colloquio della seconda tentazione si configura come un dibattito tra due esperti della Scrittura: il diavolo vi appare come teologo, osserva a questo proposito Jochim Gnilka. Vladimir Solov’ev ha ripreso questo tema nel suo racconto dell’Anticristo: L’Anticristo riceve la laurea honoris causa in teologia dall’Università di Tubinga; è un grande esperto della Bibbia. Con questo racconto Solov’ev ha voluto esprimere in modo drastico il suo scetticismo nei confronti di un certo tipo di esegesi erudita del suo tempo. Non si tratta di un no all’interpretazione scientifica della Bibbia in quanto tale, bensì di un avvertimento massimamente salutare e necessario di fronte alle strade sbagliate che essa può prendere. L’interpretazione della Bibbia può effettivamente diventare uno strumento dell’Anticristo. Non è solo Solov’ev che lo dice, è quanto afferma implicitamente il racconto stesso delle tentazioni. I peggiori distruttori della figura di Gesù, smantellatori della fede, sono stati intessuti con presunti risultati dell’esegesi”.

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